Intanto apro un blog, poi si vedrà.




 

domenica, dicembre 30, 2007

Durante le vacanze...

Sento il bisogno di premettere che quanto so per scrivere è tutto vero. Nel senso che è veramente successo, ma soprattutto nel senso che ogni volta che penserete che sto esagerando qualche dettaglio a scopo letterario... NO, purtroppo non ce ne sarà bisogno.

Praticamente è un anno che la Laura sta in ballo con questioni dentistiche. Oddio, calcolando che la Laura ha usato la gravidanza come scusa per disdire un appuntamento e l'allattamento come scusa per non riprenderne un altro (fino al giorno in cui un dente le è venuto giù nel cucchiaio), si può dire che la Laura sta in ballo con questioni dentistiche praticamente da quando aveva vent'anni. La gente normale si becca le placche in gola, le otiti, le gastroenteriti virali... la Laura no, a lei le si cariano i denti. E poi le cadono le otturazioni, e le si rompono le capsule, eccetera eccetera.

Insomma, la Laura lo sapeva, che quella capsula e quell'otturazione avevano i giorni contati: Barbie Dentista glie l'aveva detto insieme agli auguri di Natale, che ci avrebbe lavorato per prima cosa nel 2008 mentre dall'altra parte la gengiva si assestava dopo l'installazione dell'ennesima capsula sostitutiva. Bastava che tutto resistesse un'altra settimana, la Laura non stava mica chiedendo la luna.

E invece, dopo alcuni giorni di paura mista ad antidolorifici e colluttorio disinfettante, stamattina è partito l'ascesso. Non era la prima volta che alla Laura scoppia un ascesso, addirittura uno le è capitato alla vigilia del giorno della laurea (la Laura non ha delle gran belle foto di quell'evento), ma questo è stato senz'altro il peggiore. Vuoi perchè il dolore era molto concentrato in un unico punto anzichè spargersi tutto intorno ad un'area gonfia della faccia come le altre volte, vuoi perchè era la prima volta che la Laura malgrado il dolore doveva occuparsi di qualcuno, o forse perchè le altre volte era capitato in un giorno feriale, e dal dolore alla visita dentistica era trascorso il tempo di una telefonata.

Ben consapevole che per trovare un dentista bravo di domenica trenta dicembre conviene essere a Cortina o alle Maldive, la Laura si dirige comunque fiduciosa al Pronto Soccorso Dentistico della città a fianco, di cui aveva comunque già sentito parlar bene. Peccato che il Pronto Soccorso Dentistico è aperto solo dal lunedi' al venerdi'. Certo, risponde la Laura al gelido triagista che le fornisce questa preziosa informazione. Perchè a parte che i denti notoriamente scoppiano solo in giorno feriale e in orario d'ufficio, è anche giusto che uno possa scegliere se rivolgersi al dentista di fiducia o a uno sconosciuto turnista della clinica universitaria.

Insomma, la Laura cede e scoppia a piangere. Per il dolore, perchè aveva concentrato tutte le sue energie per arrivare al pronto soccorso, ma soprattutto per l'incazzo. Possibile che io non sto male mai, ma quella volta ogni dieci anni che succede non c'è un cane che mi cura?

Il gelido  triagista tenta di riscattare le sorti del servizio pubblico che gli paga lo stipendio passando alla Laura un post-it con su il numero di un dentista reperibile. Ed anche il nome. E un cognome arabo pieno di correzioni, che non è mica facile copiare i nomi arabi pieni come sono di h, ou e j.

Ora, prima che venga su il pieno dell'altra volta sul presunto razzismo della Laura, chiariamo un fatto. Nella situazione specifica, il fatto che il dentista reperibile fosse straniero di provenienza c.d. extracomunitaria secondo la Laura era un fatto positivo. Insomma, non ci vuole poi molto a farsi una clientela in una cittadina di provincia se sei figlio o parente di dentisti o comunque puoi attingere ad un vasto numero di conoscenti che una mano se stai iniziando te la danno. Ma se sei straniero, e per giunta di uno di quei posti che generalmente ispirano diffidenza, devi essere ben bravo per sopravvivere in una professione che comunque ti obbliga ad ispirar fiducia e ad avere una reputazione. E in questo quadretto ci sta pure la reperibilità di domenica trenta dicembre, giorno in cui,  come dicevamo, i dentisti appena appena avviati stanno a Cortina o alle Maldive.

I problemi sono iniziati quando la Laura ha telefonato per verificare l'effettiva disponibilità, ed ha avuto la netta impressione che il dentista in oggetto non parlasse al 100% la sua lingua.

Il fatto che lo studio dentistico si trovasse nella cantina di un palazzone (senza gattini e senza padrone) e che al posto dell'insegna ci fosse un campanello con sopra scritto DENTISTA MUSTAFA' SUONARE sul momento non ha troppo turbato la Laura, che si è limitata a chiedere a Denis come si fa a non avere un blog, quando ti capita di vedere certi post i.

Più difficile è stato l'impatto con la sala d'attesa, un corridoietto di tre metri per uno con quattro sedie, tutte occupate da persone preoccupate che nel giro di pochi istanti hanno provveduto ad informare la Laura che:

- anche loro erano stati mandati li' in emergenza, anche da molto più lontano della Laura.

- la signora che era appena uscita ha giurato che il dottor Mustafà non si è lavato le mani prima di mettergliele in bocca.

Comunque, al muro della sala d'attesa è appeso un cartello che parla appunto di norme igieniche. Dice che l'igiene delle prestazioni dello studio è garantita dal fatto che l'operatore è laureato in medicina ed abilitato all'esercizio dell'attività dentistica. E che rivolgersi a concorrenti non laureati e non abilitati può essere pericoloso e causa di infezioni. Meno male.

Sotto al cartello c'è un portacenere, e sopra al portacenere ci sono tre o quattro scrollate di cenere di sigaretta. La Laura cerca di ricordare se la legge che vieta il fumo negli ambienti chiusi sia del 2005 o del 2006. Comunque un bel po' di tempo a disposizione per svuotare un portacenere. Certo che se devi tenerti le mani pulite dal giorno della laurea certi lavori schifosi non li puoi mica fare.

Sulle quattro sedie intorno al portacenere freme l'attività telefonica. Tutti chiamano amici, parenti e conoscenti alla ricerca di un numero di telefono di un qualche dentista amico di amici a cui rivolgersi in emergenza. Su suggerimento della Laura, il signore che voleva farsi incollare il ponte prima di partire per Cortina inizia a pensare di tener duro fin sulle piste, dove la ricerca dovrebbe rivelarsi più fruttuosa. Intanto dalla porta dello studio si sente un terribile rumor di trapano, accompagnato da quell'inconfondibile puzza di dente strinato.

Ad un certo punto, inevitabilmente, il dentista Mustafà libera la sua vittima ed esce in sala d'attesa a domandare chi sia il prossimo.

Ah, noi siamo arrivati dopo il signore, dice la signora bionda. Oh, ma io volevo fare ancora due telefonate, dice il signore, facendo cenno al vicino di passare avanti. Oh, assolutamente no, sono arrivati prima loro, dice lui indicando noi... la Laura vorrebbe alzarsi e gridare che non è vero, che lei sa per certo di essere l'ultima, ma non ne ha il tempo. Mustafà prende in mano la situazione e domanda a tutti cosa abbiano.

A me si è rotto il ponte, dice il marito della signora bionda.
Oh, ci metto un attimo, dice Mustafà. E lei cos'ha? Io ho un dente cariato.
In men che non si dica giunge il turno della Laura.
Credo che mi sia scoppiato un ascesso.
Cosa?
Un ascesso.
Un cosa?
No niente, guardi, lasciamo perd...
Ha detto ascesso?
Eh, si...
Ma fa malissimo, lei doveva chiamarmi, dirmelo prima, venga subito!

Che culo, pensa la Laura a cui un simile trattamento preferenziale non è mai stato garantito, nemmeno quando ne avrebbe avuto bisogno al Pronto Soccorso.

Mustafà le fa aprire la bocca e ci infila dentro le mani. Nude. La Laura non è abbastanza igienista da scandalizzarsi, ma non può fare a meno di pensare che a lei farebbe un po' schifo toccare i denti marci altrui senza guanti.

Ma lei ha un ascesso! esclama Mustafà.
Eh...
Ma questo ascesso è sotto a un dente che ha tantissimo bisogno di essere curato! specifica Mustafà.
Eh lo so, avevo appuntamento dopo la Befana, ma...
Ah beh, se lei vuole aspettare la Befana per andare dal suo dentista...
Beh, io in realtà speravo che lei potesse darmi una mano adesso
Oh, assolutamente no! Prima bisogna curare l'ascesso con un antibiotico e un antinfiammatorio e tanto succo d'arancia. Dopodichè potremo curare il dente.
La Laura tira un enorma sospiro di sollievo. Allora lei mi faccia una ricetta, cosi' io prendo quel che devo prendere...
Ma si figuri, sono cose che le danno benissimo senza ricetta.
Hem, forse lei non ha letto il mio blog. Comunque già che siamo qui se mi fa la ricetta è meglio.
Eh no, perchè io adesso non le faccio niente e se le facessi la ricetta dovrei farla pagare. Lo dico per lei, sa.
Ah vabè, pensa la Laura ricordando che da qualche parte nell'agenda dovrebbe avere qualche ricetta di antibiotico che ogni tanto Barbie Dentista le raccomanda di prendere a scopo preventivo (ma non questa volta, ovviamente), e che in fondo l'antinfiammatorio consigliatole è la bevanda ufficiale di casa dei suoceri.

Dottore allora grazie, veramente grazie. Seguirò tutte le sue indicazioni. Arrivederci.
Sono venti euro.
Ah! Allora però per venti euro una ricetta potrebbe anche farmela.
Eh no, venti euro è un prezzo scontatissimo che le ho fatto, per una visita senza fattura. Quindi niente ricetta. Ma si ricordi, se vuole curare quel dente, io ci sono anche domani, anche il primo dell'anno.
Me ne ricorderò, grazie grazie arrivederci buon anno.

Uscendo la Laura non può fare a meno di notare che i suoi compagni d'attesa si sono defilati.

Nel frattempo, miracoloso effetto della paura, il dolore si è un pochino attenuato. E soprattutto, visto che ha gli occhi e la pelle delicatissimi che ci mettono ore a riprendersi dai danni delle lacrime, la Laura si prende la soddisfazione di aggiungere ai postumi del pianto di prima quelli di una isterica si, ma comunque grassa risata, che si fa mentre racconta la giornata al suocero nella telefonata in cui gli annuncia che lei e Denis sanno tornando a casa a riprendersi il figlio e anche, se capita, a scroccare un pranzo.

Non prima di essere passati in farmacia. Dove la Laura ha preso il numero ventotto nel momento in cui al banco stavano servendo il numero tre. La Laura è stata buona fino al numero dieci leggendo le etichette degli integratori e scegliendo il milionesimo stick di burrocacao per la sua collezione ma poi, soprattutto pensando al povero Denis che l'aspettava in divieto di sosta, non ha potuto esimersi dall'osservare le farmaciste e scoprire perchè fossero cosi' lente.

Un cliente era cinese, e la farmacista non l'ha lasciato andare finchè non è riuscita a farsi ripetere la corretta posologia di ognuna delle pillole che gli ha venduto. Se la Laura sa qualcosa di comunicazione efficace, scommette che il povero cinesino è andato a casa ed ha obbligato la moglie a finire la scatola di acido folico in due giorni, metà la mattina e metà la sera.

Un altro cliente, anche lui straniero, aveva una ricetta molto lunga e la farmacista ha voluto essere sicura che volesse acquistare proprio tutto. Alla fine il poveretto ha dovuto chiamare la moglie, passarla alla farmacista e lasciare che si mettessero d'accordo loro.

Un'altra è stata cosi' deficiente da chiedere alla farmacista se ci fosse qualcosa di male a fare lo stesso aerosol anche all'altra figlia che si era beccata la stessa tosse dalla sorella. Ovviamente ne è uscita una predica di mezz'ora sui possibili effetti collaterali dell'autoprescrizione. Ovviamente l'aerosol era a base di quel famoso prodotto che inizia con la C e finisce con la Lenil che viene prescritto sulla fiducia a tutti i bambini di questo mondo al primo colpo di tosse. Ma se una non lo sa al secondo figlio, non è tutta colpa della farmacista.

Uno era amico della farmacista, e non ha avuto nessuno dei farmaci richiesti prima di aver aggiornato la suddetta sulle sorti di ognuno degli amici comuni.

Gli altri la Laura li ha rimossi, ma nessuno è stato capace di uscirsene con la sua prescrizione senza dover rispondere a qualche domanda inopportuna.

La Laura nel frattempo aveva accumulato un livello di stress, ansia, panico, dolore fisico, incazzo e nervosismo talmente palpabile che quando ha detto alla farmacista che voleva un antibiotico ed un antinfiammatorio senza ricetta la farmacista ha eseguito senza batter ciglio.

E questo è stato il nostro trenta dicembre.

Certi che si possa solo migliorare, vi auguriamo un felicissimo duemilaotto.

Dalla serie cose che capitano abbiamo trasmesso lalaura | link | commenti (3)

 

sabato, dicembre 29, 2007

Siamo in vacanza

Oddio, per modo di dire. Che più che i postumi del Natale, qui si stanno smaltendo i postumi del trasloco. Abbiamo una lista di cose che sarebbe il caso di fare finchè siamo in ferie talmente lunga che anche lavorandoci costantemente ci impegnerebbe almeno fino a Carnevale.

E ovviamente non ci lavoriamo costantemente, perchè per quanto possiamo ci stiamo godendo il più possibile quella rarissima e preziosissima opportunità che è il tempo di nostro figlio.

Che ha di molto gradito il garage per le macchinine, anche se nel frattempo ci aveva fatto sapere che nella letterina di Babbo Natale dovevamo scriverci "un ombrello". Puntualmente recapitato, ed incredibilmente gradito. Non ci resta che aspettar che piova per poterlo usare sul serio!

Babbo Natale, con la collaborazione dei nonni e della zia Silvia, ha anche aperto a Valerio il tunnel dei dinosauri... con un libro pop-up che ogni volta che lo apriamo ci emozioniamo pure noi genitori... un po' perchè è davvero meraviglioso, e un po' per il terrore che il pituffo lo scassi prima di arrivare a leggerlo e rendersi conto della sua meravigliosità (che va ben oltre i pop-up!). Ve lo consigliamo se vi serve un'idea per la Befana. Al libro si sono poi aggiunte queste due miniature di dinosauro... miniature si fa per dire, che le dimensioni sono quello che sono ma il peso è del tutto assimilabile a quello dell'animale originario. Parola di chi si è preso una dinosaurata in pieno zigomo. Comunque, oggi Valerio mi ha fatta giocare con lui e mi ha spiegato che quello snello è il dinosauro Dino, e quello tarchiato è il dinosauro Sauro. Io spero che ci sia di mezzo lo zampino di suo padre.

E siccome questo blog non vi ha fatto auguri di Natale e teme che sarà molto impegnato anche per farveli di buon anno, e figuriamoci come staremo messi per la Befana attaccata al rientro al lavoro... ci sdebitiamo con questa chicca di Valerio

Nonna: Dove va questa anatra con gli anatroccoli?
Valerio: Va nello stagno.
Nonna: E chi incontra nello stagno?
Valerio: Incontra un lupo.
Nonna: E com'è questo lupo?
Valerio: Bagnato.

Dalla serie cose da bimbi, adesso ti sbloggo abbiamo trasmesso lalaura | link | commenti (3)

 

martedì, dicembre 18, 2007

Volevate vedere il nostro salotto?

Potete cliccare su quell'altro blog.

Dalla serie cose di casa abbiamo trasmesso lalaura | link | commenti (2)

 

domenica, dicembre 16, 2007

La prolunga più corta del mondo

Una che ormai da un mese lavora di giorno e trasloca di notte, arriva finalmente a vedere il tramonto di venerdì sera e a quel punto, se si volesse un po' di bene, deciderebbe se mollare gli uomini di casa e andarsi a far fare un trattamento estetico qualunque, o recuperare gli uomini di casa e portarli a cena fuori. Ma siccome questo è il blog di una che tendenzialmente si fa del male, ella recupera gli uomini di casa e li porta al Centro Commerciale. Dove, in attesa che il papà li raggiunga, la Laura e Valerio si dedicano ad uno shopping estremamente glamour e fashion: viti autofilettanti, chiodi, tasselli del cinque, qualche cavetto coassiale per l'antenna TV... insomma, quelle cose che se non ce le hai dentro la Neverful, cosa l'hai mandata a prendere in Cina a fare.

Ad un certo punto, mentre la Laura cercava il cavo dell'antenna nel reparto cavi, Valerio vede un pezzo di cavo elettrico sul pavimento e lo raccoglie. La Laura, per essere totalmente sicura che si tratti di immondizia, chiede alla commessa che l'ha fatto cadere se Valerio possa prenderlo, e lei dice che naturalmente si.

E cosi' la Laura e Valerio proseguono lieti la loro spesa, e fanno la fila alla cassa, e mai nessun giocattolo ha mai tanto serenamente intrattenuto e genuinamente divertito un bambino quanto quella trentina scarsa di centimetri di cavo.

Quindi il loro turno alla cassa arriva straordinariamente presto, e la Laura riesce a mettere le cose sulla cassa, insacchettarle e pagarle con la stessa efficienza di quando non era ancora una mamma, finchè la commessa non le domanda, con tono oltremodo inacidito:

E quello, lo prende?

La Laura dice guardi che quello è un pezzo di immondizia caduto in terra che la sua collega del reparto cavi ci ha gentilmente regalato.

La commessa ribatte: guardi che quello è  un pezzo di cavo che viene venduto a metraggio, e capirà che se tutti facessero come lei

Potrebbero poi incontrarsi fuori dal negozio, unire i pezzetti e fare la prolunga patchwork più lunga del mondo, immagina la Laura. Che però non fa una spesa cosi' rapidamente e serenamente da che suo figlio è in grado di stare seduto sul carrello, e allora decide che Valerio non merita l'attesa della doverosa scenata col responsabile del negozio. E cosi' si schiarisce la voce per essere sicura che la sentano quelli in fila dietro di lei ed esclama

Valerio, amore, la signorina dice che questo pezzo di cavo è suo, potresti darglielo per favore?

Valerio prontamente consegna il cavo, con uno sguardo di compatimento che non gli sarebbe venuto cosi' bene se la mamma glie l'avesse fatto fare a comando.

Ah, comunque era un negozio della catena Brico, se vi va di non fare la spesa da qualche parte.

Dalla serie shopping sfrenato abbiamo trasmesso lalaura | link | commenti (6)

 

martedì, dicembre 11, 2007

NON CI SI CRE DE !

A sei giorni dal trasloco, otto giorni dalla richiesta (dite che c'è gente che si organizza prima?), abbiamo la linea telefonica e l'ADSL nella casa nuova. Oggi è pure venuto l'idraulico a ricollegarci la lavatrice, e per capire quanto ne avessimo bisogno vi tocca aspettare che inventino il blog con l'odorama.

In ogni caso. Siamo cosi' esaltati da questo tripudio di efficienza che quasi ci passa la voglia di sbloggare i dettagli dei millanta casini che sono capitati in questi giorni.

Comunque ce l'abbiamo fatta.

E adesso sblogghiamo da un soggiorno bellissimo, e soprattutto nostro. Di cui non vediamo l'ora di mandarvi le foto, ovviamente non prima di aver messo via qualche scatolone.

Ci siete mancati, ma per fortuna è durato poco!

Dalla serie cose che capitano abbiamo trasmesso lalaura | link | commenti (8)

 

martedì, dicembre 04, 2007

Incrociate se potete

Vi manderemmo le foto della casa invasa dagli scatoloni, se solo ci fosse dato sapere in quale scatolone stanno la macchina digitale e (ci auguriamo) il suo cavetto.

Ma forse non ve le manderemmo comunque, considerando che a poco più di 24 ore dal trasloco abbiamo ancora tantissime cose da inscatolare, e più ne inscatoliamo più ne appaiono.

Comunque, adesso impacchettiamo i computer. Il trasloco è mercoledì. Cioè domani, essendo ormai le due del mattino di martedì. L'appuntamento con l'omino telecom per il trasloco della linea è martedì l'altro, ma non conosciamo nessuno che abbia avuto la linea cosi' presto e quindi nemmeno ci illudiamo.

In qualche modo cercheremo di leggere la mail, ma se è urgente meglio il cellulare.

Graditissime anche le connessioni telepatiche, i pensieri positivi, gli incroci di codine e quant'altro vi viene in mente.

A presto dalla nuova casa!

Dalla serie cose di casa, cose da fare abbiamo trasmesso lalaura | link | commenti (7)