Intanto apro un blog, poi si vedrà.




 

venerdì, febbraio 29, 2008

Dei maschi e delle femmine

Post dedicato ovviamente a Mom@work, al Prof e a tutte le altre amiche che ultimamente si struggono su questioni prefemministico-lipperiniane varie.

Dunque, questi quindici giorni varicellosi la Laura li ha passati in gran parte a litigare con un pessimo fornitore che oltre a consegnare in ritardo, saltare gli appuntamenti e volere un sacco di soldi ha il pessimo vizio di rispondere "ma me l'ha detto suo marito" ogni volta che la Laura gli fa notare che qualcosa di non fatto va fatto, o qualcosa di fatto va fatto meglio. Che ovviamente la Laura ha un'enorme stima dell'opinione di Denis, però innanzitutto loro si parlano e quindi in linea di massima la Laura ci arriva, a capire quando qualcosa può essere una specifica richiesta di Denis e quando invece no. E soprattutto, la Laura non è per niente stupida e lo capisce al volo quando "l'ha detto tuo marito" vuole in realtà dire "taci che sei femmina e di queste cose non ne capisci e comunque io in quanto maschio parlo direttamente con tuo marito e sto gerarchicamente sopra di te". Laddove invece, guarda un po', la Laura quando paga vuole sentirsi cliente quindi gerarchicamente sopra ai suoi fornitori. Benchè femmina. Anzi ancora di più in quanto femmina e quindi potenzialmente ANCHE oggetto del desiderio, oltre che proprietaria dell'assegno. Tiè.

Nel frattempo all'asilo nido Valerio, tra le altre cose, partecipava ad un interessantissimo progetto di ricerca sul tema dei maschi e delle femmine. Praticamente al nostro nido succede che periodicamente scelgono un tema epocale (i pennarelli questi sconosciuti, l'applicazione del cubetto di legno ai progetti costruttivi dell'unenne medio, noi e i nostri animali di pezza eccetera) e mettono su una ricchissima documentazione multimediale che illustra come ognuno dei centomila bambini analizzati affronta il tema in questione. Nei gesti, nei pensieri, da solo e nell'interazione con gli amici, con i genitori, con le maestre Due palle indescrivibili.

Insomma ci convocano alle otto e mezza di sera e ci introducono al tema con una sconvolgente proiezione di pubblicità di giocattoli che illustrano come da zero a due anni i giochi sono neutri e poi invece si cominciano a rappresentare bambine in cucina e bambini in attività più estroverse. Si prosegue con gli estratti dei discorsi dei nostri bimbi, da cui si evince sostanzialmente che nessuno dei due-treenni intervistati ha ben chiara la differenza tra maschi e femmine nè è in grado di dire in modo convinto e definitivo se lui/lei è un maschio o una femmina. Iniziano le prime convinzioni più o meno sessiste (la spada è da maschi però la spada viola è da femmina, i maschi mangiano la pasta e le femmine mangiano le farfalle) e poi finalmente si giunge all'osservazione sul campo.

Che in questo caso è stata rigorosamente condotta con il metodo Dixan.

Prendiamo tre giochi identici.
Uno lo diamo a un gruppetto di bambini, uno lo diamo ad un gruppetto di bambine, uno lo diamo ad un gruppetto composto in ugual misura da bambini e da bambine.

Possiamo notare che nel gruppetto di bambine la bambina A pone il gioco davanti a sè, la bambina B lo tiene di fianco e la bambina C ci sale sopra. Ad un certo punto però le bambine interagiscono tra loro e trovano il modo di giocare tutte insieme.
Anche nel gruppetto dei bambini, il bambino D non sembra minimamente interessato al gioco in questione, finchè non si accorge che il bambino E ne è affascinatissimo. Allora i due iniziano a giocarci insieme finchè il bambino F, che fino ad allora aveva osservato la scena in modo neutrale,  propone agli altri due di spostarsi a giocare da un'altra parte della stanza.
Il gruppo misto invece si organizza in un modo completamente diverso: la bambina G gioca da sola in un angolo, mentre la bambina H e il bambino I giocano insieme davanti a lei. Il bambino L invece sembra molto più interessato a tirare le trecce della bambina G, che reagisce tirandogli il giocattolo in testa. Breve momento di panico, risolto dall'intervento della maestra, al termine del quale i quattro bambini giocano felici insieme con il gioco proposto.

Ripetiamo ora l'esperimento proponendo ai tre diversi tipi di gruppo di bambini un gioco tipicamente da maschio, un gioco tipicamente da femmina e un gioco tipicamente neutro. Per ognuna delle combinazioni osserviamo e commentiamo una ventina di foto.

.... vengono le undici di sera...

Molto democraticamente, o forse per destarli dal torpore che ormai sta avendo la meglio su tutti quanti, le maestre chiedono ai genitori di essere loro a trarre le conclusioni sulle analogie e sulle differenze osservate.

I genitori sembrano tutti un po' stupiti di essersi improvvisamente svegliati all'asilo nido. Senza bambini, poi.
Siccome sicuramente è un sogno, tutti tacciono curiosi di ascoltare cosa stanno per dire. La Laura coglie l'imbarazzo ed il terrore negli sguardi delle maestre, ha pietà e prende la parola.

Beh, è piuttosto rincuorante pensando alla  chilometri e chilometri di riflessioni con cui le mie amiche di blog mi intrattengono da settimane letteratura, soprattutto quella più recente, sul tema dell'identità sessuale nella società moderna, rendersi conto che...

(le maestre sussultano)

Cioè, sia ben chiaro. Io credo che tutti in sala abbiano apprezzato l'eccellente lavoro di analisi e di ricerca da voi svolto su questo tema, e penso di parlare a nome di tutti i genitori ringraziando voi maestre di aver voluto condividere con noi queste vostre osservazioni su un argomento che, si veda appunto il proliferare di letteratura in merito è ovvio che deve assolutamente essere reso oggetto di un'approfondita riflessione ed in ogni caso di una scelta educativa che deve essere consapevole proprio perchè è la società stessa ad imporla a chi non vi si oppone...

(le maestre tremano)

Però, stavo dicendo, e lo dico come mamma di un bambino ma soprattutto come donna e come femminista quindi vi giuro che è una considerazione positiva sui nostri figli e sul modo in cui voi maestre li educate a crescere e a rapportarsi e non un tentativo di denigrare il vostro lavoro di ricerca...

(le maestre ringraziano commosse ma sempre più tremanti)

Insomma, la mia impressione è che queste tremila foto che abbiamo visto dimostrino in modo lampante che non c'è l'ombra di una differenza tra i maschi e le femmine, nè nel modo di giocare nè nel modo di rapportarsi al singolo giocattolo! O meglio, ci sono mille differenze perchè ogni bambino ha fatto qualcosa di diverso e unico, ma perchè è lui o è lei, non perchè è un maschio o perchè è una femmina. E io trovo che questo sia meraviglioso e vada difeso per tutto il tempo in cui riusciremo a difendere i nostri figli dall'omologazione che la società impone ai maschi e alle femmine!

La maestra decana solleva una mano e la Laura teme che sia per tirarle in testa il videoproiettore. Invece è l'abbozzo di un applauso. Insomma, pare che fosse li' che volevano arrivare. Una sorta di giustificazione della serie "noi qui al nido cerchiamo di fare in modo che i bimbi giochino un po' come gli pare, un po' perchè ci costa meno che comprare il doppio dei giocattoli e un po' perchè in fondo ci crediamo. E soprattutto perchè abbiamo l'impressione che ai bimbi vada gran bene cosi'.

La Laura solleva una mano fingendo che la mamma la donna e la femminista nascoste in lei vogliano applaudire alla scelta, in realtà vorrebbe proprio tirare una sedia alle maestre che hanno ritenuto di proiettare tre ore di foto di bambini e di bambine che giocano con bambole e trenini per dimostrare quello che tutti in sala già sapevano e di cui comunque non gli fregava niente, ovvero che a due anni giocare è molto bello e tutto è un gioco e che verrà il tempo dell'identità sessuale e quel giorno la cosa ci preoccuperà per motivi ben più seri dell'attribuzione di una bambola o di un trenino ad un genere piuttosto che a un altro.

Ore undici e trenta, tra aneddoti e proposte di raccolta firme per regolamentare l'accesso al parcheggio dell'asilo in orario di punta, la riunione si scioglie non prima di aver gustato una meravigliosa torta alla ricotta e cioccolato.

Che in fondo, diciamocelo, era il motivo per cui eravamo andati al Nido.

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giovedì, febbraio 28, 2008

Giovani umoristi crescono

Fuori dalla porta dell'aula dell'asilo nido ogni giorno le tate compiano il diario... praticamente un blog dove si raccontano gli eventi più salienti della giornata e si danno, bambino per bambino, tutte quelle notiziole che tanto eccitano le mamme: se ha fatto la cacca, se ha mangiato tanto o poco ecc.
Inutile dire che tra i compiti della nonna per questa settimana, oltre che andare a prendere valerio, c'è anche quello di memorizzare il blog e raccontarlo alla Laura che non si può perdere una puntata (e si incazzicchia pure un po' se non le citano il figlio abbastanza spesso nella cronaca degli eventi salienti).

Nonna: Uao, oggi hai mangiato la zuppa di miglio!

Valerio: No, ho mangiato la mia di zuppa: Miglio non c'era.

La nonna controlla bene tutte le colonne del blog... e in effetti l'amico Emilio oggi non è venuto.

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mercoledì, febbraio 27, 2008

Molto triste

In genere, quando succedono delle cose veramente molto tristi, la Laura sul suo blog se ne sta zitta.

Ma oggi la Laura è talmente senza parole che vorrebbe urlare.

Accendiamo una candelina virtuale, per accompagnare il viaggio di un amico che se n'è andato e per illuminare il futuro di un'amica che ne sentirà la mancanza più di tutti noi.

Vi voglio bene, a tutti e due.

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domenica, febbraio 24, 2008

Sparizioni, riapparizioni



Traslocare un acquario prevalentemente di Guppies è difficile e quando perdo la pazienza.... li butterei tutti giù per il cesso. Poi mi mangio una Fiesta e la vita mi sorride.... Mi armo di pazienza, prendo il colino, travaso l'acqua, pianino pianino per non farla intorbidire troppo, attento attento ai pesciolini... quello rosso c'è, il pulitore anche..... dov'è la femmina più anziana ah eccola.....via, si trasloca.
Ma al giorno del trasloco  nessuno aveva più visto il gambero Valerio. Scaramanticamente nessuno lo cercava.... sei anni sono tanti per un gamberetto, già miracolato dal trasloco da Milano a Reggio. Un trasloco è sempre un po' un trauma.... vabbeh che il viaggio è breve, vabbeh che sono rimaste le stesse piante, lo stesso acquario gli stessi pesci......  comunque non era stato fatto nessun funerale ufficiale. Solo che ormai nessuno ci sperava più.
E invece... in una soleggiata mattina di febbraio.... si sente un bimbo che dando da mangiare ai pesciolini (ormai il responsabile è lui) scoppia in lacrime............"Mamma, mamma ho paura, c'è un pizzico, ho paura, ho paura....
La mamma lo tranquillizza.

- "Non devi avere paura... che cos'è che ti fa paura?"
- "E' lì, guarda!" "E' un pizzico!"

E nello stupore genreale... eccolo lì. Non era un pizzico, ma il gambero Valerio, appollaiato sulla torre di Nord-Ovest del Castello di Visceràd.
I genitori commossi spiegano al piccolo erede che quello è il Gambero Valerio, un gamberetto molto buono e molto in gamba e lui deve essere fiero di portare il suo nome.

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venerdì, febbraio 22, 2008

Sblogghiamo anche questo

Siccome ormai il papà sa a memoria tutti i film e libri più gettonati e vede ogni giorno splendide performance del figlioletto, vuole testare il livello di apprendimento dell'erede.
Niente di meglio che leggere una storia e fare terminare le frasi al bimbo


-  "E sotto l'elsa in grandi lettere d'oro, erano incise queste parole: "Chiunque estrarrà questa spada da questa incudine e da questa roccia.....

pausa













pausa






.... chiunque estarrà questa spada da questa incudine e da questa roccia....




pausa






pausa


.... GUAI A LUI !




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Sondaggio

Ovviamente la Laura sta approfittando dei giorni di malattia, in cui per di più la febbre la blocca a letto, per rimettersi in pari con la televisione del mattino.

A parte tutta una serie di considerazioni sociologiche su come sono cambiati i telefilm rispetto a quelli di quando guardavo la TV del mattino io, che me le tengo per quando sarò riuscita a vedere anche un po' di winx per fare il confronto, vorrei chiedere una cosa a tutti voi saggi, informati e trendy lettori di questo blog:

Se qualcuno vi dicesse, magari facendola cantare senza preavviso ad alto volume dal vostro telefonino la seguente frase:

Non ti lascio sola bella topolona mamma mia quanto sei bona

Lo considerereste un complimento?

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martedì, febbraio 19, 2008

Questa doveva essere sbloggata già da un paio di giorni


Valerio e il papà sono all'outlet di Fidenza e mentre la mamma spende tutti i soldi nei negozi, loro giocano intorno alla fontana ignorando il freddo e le mani ghiacciate.
Valerio ha un debole per le fontane e passa l'intera giornata a guardare l'acqua alla ricerca di rinoceronti e animali immaginari strani e facendo la  scherma con i candelotti di ghiaccio il papà stacca sotto i bordi dalla vasca.

Valerio (guardando i sassi nell'acqua): c'è un camaleonte.
Papà: davvero?? Dov'è?
Valerio: Non puoi vederlo. E' mimetizzato.

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E ti pareva

Che la Laura riuscisse ad evitarsi la varicella.  Ormai ero fiduciosa, pensavo che se qualcosa avesse dovuto succedere sarebbe successo prima. Invece evidentemente un angelo custode ha fatto in modo che Valerio tornasse all'asilo, prima di far apparire i puntini sulla Laura.

E' successo tutto stamattina, stile cartone animato. Non ho fatto in tempo a dire ohibò cosa sono 'sti puntini... che ne erano spuntati altri quattro. Sulla scollatura dove li potevo vedere, perchè in realtà la pancia e la schiena erano già pieni. La faccia si sta allineando. Non oso immaginare il dramma con Valerio se apparirà qualcosa anche sui capezzoli. Incrociate!

Per fortuna sono riuscita a farmi vedere subito da un medico, perchè dalla conferma della diagnosi (io fino all'ultimo speravo fosse un'improvvisa allergia!) all'invito a tornare prontamente a casa la febbre è salita da 37 a 39.

Menzione d'onore alla Mamma della Laura che, ligia al suo spirito collaborativo, si è offerta di correre prontamente al capezzale della Laura. La risposta è uscita spontanea: no grazie mamma sto già abbastanza male senza il tuo aiuto. Che figlia stronza che si ritrova, povera Franca. Ma la Laura ha le sue OTTIME ragioni.

Guardiamo il lato positivo: se mi va come a Valerio, starò male un paio di giorni e poi ne avrò davanti un sacco per mettere un po' in pari la casa...

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domenica, febbraio 17, 2008

Intanto che pensate alla macchina da cucire

che ve ne prego, deve rimanere priorità uno anche se c'è questa comunicazione di servizio sopra. Non abbandonatemi!

Comunque.

Dopo mesi che dicevo che dovevo farlo, ho finalmente spostato i link di questo blog su delicious. Questo IN TEORIA dovrebbe permettermi di aggiornare più rapidamente i miei link, smettendo di usare i blogroll altrui come faccio ormai da troppo tempo. Ovviamente non sono più in grado di garantire nulla sulla mia presenza (non solo) informatica a me stessa, quindi limitiamoci a sperare in bene.

Prima che vi scatti il chissenefrega corale, fate i bravi e controllate di esserci nella lista dei link, se c'eravate prima (e il vostro blog esiste ancora, è ovvio), se non c'eravate ma sapete benissimo che vi seguo, e se c'è qualche indirizzo che manca però secondo voi starebbe bene tra i miei link.

E la macchina da cucire, prettyplease!!

Graaaaaaaaazie!

VVTB

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AIUTO!

Tanto per chiarire:

La Laura si è laureata in economia e commercio, senza mai prendere una ripetizione di alcunchè in vita sua. Questo non per tirarsela, ma per dire che la Laura, in linea di massima, riesce ad imparare e ad applicare quello che legge su libri e manuali.

Oltre a quello, in vita sua, la Laura ha imparato, con il semplice aiuto di qualche manuale e qualche tentativo, a fare il punto croce, il decoupage, a usare il trapano e piantarsi i tasselli nel muro. Ed anche a far sopravvivere un acquario, dei cactus, dei gatti e financo un bambino umano. La Laura sta anche, con qualche difficoltà, imparando a cucinare in modo quasi decente. E quest'estate ha imparato a tolettare i suoi cani a una gita delle pentole, ma gli appunti (e i costosissimi prodotti acquistati) le sono stati ampiamente sufficienti per ottenere risultati eccezionali.

A ciò si aggiunga che la Laura è sempre riuscita a montare da sola tutti i mobili che ha comprato da Ikea e financo tutte le sorpresine che ha trovato negli ovetti kinder.

Ed è sempre la Laura che mette a posto i cellulari di tutta la famiglia, e programma il timer del forno, e in linea generale fa funzionare le cose che devono funzionare.

Questo per dire che, almeno sulla carta, la Laura dovrebbe avere tutte le doti necessarie per comprendere, impostare e poi far funzionare un elettrodomestico banalissimo, notoriamente dato in uso a giovinette senza particolari doti cognitive (o anzichè a cucire le si manderebbe a fare economia, e forse è questo il vero problema della Laura. Ma lei si ostina a illudersi di no).

Insomma, il mostro è questo:


Il suo numero di riferimento è 8280 e la Laura avrebbe bisogno, almeno per iniziare, di una buonanima che le illustrasse, con parole comprensibili (il primo che dice annaspatoio lo faccio annaspare con le mie manine):

a) Da dove dovrebbe uscire il filo della bobina, una volta che questa è stata posizionata secondo le istruzioni.

b) Una volta risolto il punto A, cosa bisogna fare per cucire?


La Laura vi sarà eternamente grata per ogni consiglio, lo sapete già vero???

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