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Intanto apro un blog, poi si vedrà.
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Blog-rapimentiQuesto long weekend l'abbiamo passato insieme ad un'altra blog-famigliola: blog-mamma, relativo blog-papà o blog-marito che dir si voglia, e blog-bimba-meravigliosa. A parte che OVVIAMENTE Valerio ha tirato fuori il peggio del peggio della sua modalità bambino-orrendo e quindi tremiamo un po' al pensiero dell'altra metà di questa blog-cronaca... C'è il fatto che una nonna al parco mi ha chiesto se Valerio e la blog-bimba fossero fratellini... e io improvvisamente ho realizzato che non voglio un altro figlio. Voglio una sorellina per Valerio, che abbia la sua stessa età e il suo stesso caschetto biondo (vabè al momento è un po' meglio rifinito, ma in mano a me pareggerebbe in men che non si dica).... Come si fa a rapire i bimbi dai blog??? (a presto, spero, per un blog-coming-out a quattro mani!)
mercoledì, aprile 23, 2008 Casalinghe senza speranzaOra, sarete tutti quanti d'accordo sul fatto che una non è che va ad indebitarsi fino alla centesima generazione perchè quest'anno va di moda, o perchè preferisce dare i suoi soldi ad un'anonima banca piuttosto che al padrone di casa.Certe scelte epocali si fanno perchè in qualche modo realizzano una delle tue visioni di te stessa nel futuro. E la Laura non lo nega: alla sua visione di se' stessa nel futuro, col marito biondo e il figlio biondo e i cagnolini e i gattini e la station wagon, mancava solo una casetta col suo pezzetto di giardinetto. Tipo Casa Raffaella, per l'appunto. Immagina quindi come se la gode la Laura adesso che è primavera e pian piano l'erba cresce e il pezzetto di giardinetto di Casa Raffaella comincia a farsi carino. Ma non solo: immagina che a un certo punto il marito biondo di cui alle visioni del futuro di cui sopra dichiari: "visto che domani sarai a casa e io non dovrò prepararmi il pranzo, credo che durante la pausa pranzo taglierò l'erba in giardino". Che ti devo dire, sarà l'astinenza... ma a me mi è venuta su una visione a metà tra l'uomo a torso nudo della cocacola light e il giardiniere della signora Solis... ![]() Insomma, saluto il biondo protagonista delle mie visioni di me stessa nel futuro e mi accingo a godermi dalla finestra una visione che se non fosse che il prato va assolutamente tosato e la pausa pranzo necessariamente a quell'ora finisce... mannaggia alla Laura che è sempre cosi' precisa e razionale, motivo per cui su questo blog non vedrete mai sbloggae scene di sesso da telefilm... ... quand'ecco la porta si riapre e appare un Denis contrariatissimo che dichiara: La falciatrice che hai comprato è smonata, ci sono diecimila pezzi, non ci capisco una mazza, il prato può anche restare lungo. ...
domenica, aprile 13, 2008 Mamma ti devo dire un segreto
martedì, aprile 08, 2008 HemLa Laura, si sa, non ha un buon rapporto con le scarpe. O meglio, il problema della Laura non sono tanto le scarpe, quanto i suoi piedi. Che sembrano avere una forma leggermente diversa da quella che normalmente la gente usa come riferimento per le scarpe. Per molti anni la Laura ha sostenuto che il suo essere svelta, scattante e sorridente era molto più importante dell'estetica delle sue calzature, e ne è ancora convinta. Solo che quando si è accorta che il suo guardaroba scarpistico primavera-estate contiene esclusivamente un paio di crocs e un paio di infradito Birkenstock la Laura si è resa conto di aver toccato un fondo a partire dal quale non è il caso di continuare a scavare. E cosi', sfruttando un'associazione di idee che evidentemente è vera solo nella sua testa bacata, si è regalata un paio di scarpe da un negozio di scarpe per bambini che tiene le misure fino al 40. Dette scarpe, provate in negozio, si sono rivelate morbide, basse e con una pianta sufficientemente larga per camminarci. La Laura ha dovuto però acquistare un numero in meno: la negoziante le ha infatti detto che certe linee per bambini vestono molto comodo appunto perchè sono pensate per durare su piedi "in crescita". Quindi ieri la Laura si appresta tutta lieta a levare le scarpe dalla scatola e indossarle... ma non riesce a camminarci per più di cinque minuti: il dolore al piede è insopportabile, le scarpe sono durissime, il calcagno mal tenuto traballa e le impedisce di assestarsi in una posizione che le permetta di tollerare il dolore al collo del piede, soprattutto considerando che il numero in meno le regala quel mezzo centimetro di calcagno sporgente che alla lunga, la Laura già sa, le provocherà un dolore atroce. Ovviamente le scarpe sono state acquistate a Milano e pur con le migliori intenzioni la Laura non è certa di riuscire a cambiarle. E stramaledice la fretta, l'essere entrata in un negozio dove conoscevano sua madre, l'istinto che le aveva fatto notare il calcagno tremulo, eccetera. E soprattutto il destino crudele che ha infangato le uniche altre scarpe comode della Laura e che la sta obbligando ad affrontare il Lunedì con indosso un meraviglioso quanto scomodo paio di scarpe comprato in un momento di grande fiducia nel futuro e prontamente archiviato in attesa che si rimarginassero le vesciche. Non avendo trovato il tempo di levare il fango dalle ballerine Nike (sofficissime con tanto di imbottitura in tappeto-da-yoga, eccheperò sono pur sempre scarpe sportive che mal si prestano ad essere indossate senza calzini di spugna if you know what I mean), questa mattina alla Laura si presentavano solo due alternative: rimettere le scarpe di ieri sopra le vesciche corrispondenti, o dare un'altra possibilità all'incauto acquisto. Cosi' la Laura scarta l'incauto acquisto e facendolo pensa "orpo come sono stata precisa a rimettere tutti i cartoncini al loro posto proprio come se le scarpe fossero nuove di zecca. Si vede che ero proprio determinata a rimandarle al negozio". E poi si domanda "e com'è che non ho memoria di cotanto precisetto atto?" Ma nel frattempo ha già indossato le scarpe e deve ammettere che il calcagno era e resta troppo tremulo per i suoi gusti, ma il resto della scarpa ora è soffice e confortevole, proprio come ricordava di averlo provato in negozio. Ora la Laura è molto felice delle sue scarpine nuove, ma ogni volta che ci pensa si sente scema ma cosi' sceeeeema....
venerdì, aprile 04, 2008 Grazie Signore Graaaaaa...zie!Premesso che ancora non ci posso credere, e probabilmente non ci crederò nemmeno domani quando vedrò la pubblicazione ufficiale del responso, e continuerò a non crederci fino a Settembre quando vedrò Valerio che varca la soglia... abbiamo appena ricevuto una soffiata telefonica che ci giura che il nostro adorato bambino è stato ammesso a frequentare non solo un asilo decente, ma anche il PRIMO asilo della lista delle nostre preferenze (e anche delle preferenze delle mamme degli amichetti che giocano nel nostro stesso parco). Nell'invitarvi a gioire con noi, vi rassicuriamo sul fatto che questo risultato non è minimamente collegato ad un nostro eventuale scivolone nelle spire del degrado sociale che garantisce punti-asilo, nè tantomeno ad un eventuale concepimento esagemellare (per il quale ci eravamo ampiamente attivati, ma senza risultati apprezzabili): Siamo solo stati fortunati. E almeno su questo argomento, visto che sono in gioco le basi dell'educazione di nostro figlio, oserei dire che ce lo meritavamo proprio. Intanto che tiriamo su l'aria per un sospiro di sollievo, permetteteci di lanciare un pernacchione liberatorio ai Padri Talebani, all'Asilo Topaia e financo a Rudolf Steiner. Aggiornamento post analisi dell'elenco ufficiale delle assegnazioni: Incredibile a dirsi, non siamo nemmeno entrati per il rotto della cuffia, ci sono ben nove bambini con ancora meno punti di noi. Evidentemente il nostro asilo è meno gettonato di quanto ci avessero detto. Con mia enorme gioia, Valerio alla scuola dell'infanzia perderà la palma di cucciolotto della classe: ben dieci bimbi più piccoli di lui. Questo mi rincuora moltissimo. Oltre a una coppia di gemelli che sapevo si sarebbero iscritti, ci sono altre due coppie di bambini che compiono gli anni nello stesso giorno, che in un caso è il giorno di Natale. E poi c'è un bimbo con lo stesso compleanno della Laura e un altro con lo stesso compleanno della mamma della Laura e un altro ancora con lo stesso compleanno della nonna della Laura. La Laura si rende conto che non è un granchè come analisi statistica, ma si sa che quando è emozionata la Laura si attacca a excel.
giovedì, aprile 03, 2008 Qui si cresce!In linea puramente teorica la Laura lo sa, che quella di osservare la gente durante il processo d'acquisto al supermarket è una pippa quasi solo sua, e che la gente normale non sbircia nei carrelli altrui e soprattutto non cerca di trarre conclusioni socio-psico dal loro contenuto.Sempre in linea teorica, la Laura sa benissimo anche che la maggior parte delle persone nutre i figli con gli omogeneizzati ben oltre l'anno di vita, e che quindi la sua presenza con Valerio davanti all'apposito reparto non solo non scandalizza nessuno (o comunque scandalizza meno dell'idea che il Pituffo "non" abbia mangiato tanti omogeneizzati nella primissima infanzia). In ogni caso ieri al supermarket la Laura un po' si è vergognata. Di comprare gli omogeneizzati in generale, di starli comprando con nel carrello un bimbo ormai grande, e soprattutto di star facendo la massima attenzione per identificare il prodotto più economico. Però erano per un'ottima causa, non trovate?
mercoledì, aprile 02, 2008 PostumiOgni anno la Laura si ripromette di iniziare a Gennaio a raccogliere, già catalogato in buon ordine, tutto il materiale necessario per la dichiarazione dei redditi. Il buon proposito normalmente ha un picco in primavera, quando la Laura si accorge che non l'ha rispettato l'anno scorso e adesso deve ripescare cento cartacce da chissà dove le ha imboscate in quello che nella sua fantasia è l'archivio di casa e nella realtà è un immondezzaio ripartito in cartelline trasparenti. Infatti, l'appuntamento per la consegna del materiale al CAF era stamattina, e la Laura ha aspettato fino a ieri sera per trovare il coraggio di mettere le mani nel suo incubo cartaceo. Allora ieri sera Denis si è fatto venire un'idea geniale: visto che con l'ora legale la biblioteca fa l'apertura anche serale, ci andiamo tutti quanti a piedi col passeggino, cosi' quando torniamo il pituffo si è addormentato e tu puoi lavorare in pace, senza rischiare di cadere in coma come al solito alle nove di sera e non svegliarti nemmeno con la luce ad intensità Guantanamo e centocinquantamila uccelli rumorosi che ti cirpano nel cervello. Allora partiamo. All'andata, tutto bene. La Laura ha spinto il passeggino di buon passo fino a circa cinquecento metri dalla biblioteca, dopodichè Valerio ha voluto essere portato in braccio. Vi autorizzo a pensare che la Laura sia una pappamolla priva di muscoli dorsali, perchè forse per voi camallare per cinquecento metri sedici chili di bambino non è così sconvolgente, mentre lei poverina quando è arrivata in biblioteca non aveva più nemmeno la forza di recarsi allo scaffale dedicato alle terapie rapide contro il mal di schiena. In biblioteca, uno spasso: Valerio ci ha letto un libro della Pimpa interpretando le figure (e qui, con tutto che alla Laura non piace per niente, bisogna dire un gran bravo ad Altan, che evidentemente riesce a disegnare cose perfettamente in linea con le capacità interpretative dei bambini) mentre la Laura accatastava alla velocità del suono tutta la produzione delle edizioni nord-sud che attualmente è la sua grande passione infantil-letteraria. Al ritorno, Valerio ha preteso che la Laura, lampioni permettendo, gli leggesse la Pimpa (ho detto che nord-sud è la passione della Laura, mica che Valerio la condivide. Ma chi non risica) e gli mostrasse le figure. Risultato, al rientro in casa Valerio era sveglio e saltellante come un grillo e non vedeva l'ora di sapere come andava a finire la Pimpa. La Laura invece camminava per inerzia come gli atleti alla fine della maratona, e non aveva più nemmeno la forza nelle braccia per tenersi su artificialmente le palpebre. Gran bella strategia papà, veramente!
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