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Intanto apro un blog, poi si vedrà.
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Antipatici!Io ero li' che mi calcolavo tutti gli indovinelli, immaginando che ci sarebbe voluto almeno abbastanza tempo per far nascere il Minichino e liberare il pancia-watch per un uso più interno al blog, e invece niente. Nemmeno cinque minuti di soddisfazione mi avete dato! Per punizione, vi ho messo il ticker della data presunta ufficiale, quella che abbiamo comunicato ai suoceri onde evitare per quanto possibile l'eccesso di attenzione che tipicamente prevede il momento in cui una donna ha più bisogno, nella sua vita, di starsene per conto suo a preparare il nido. Il rischio (escludendo l'eventualità che il cucciolastro ci sbugiardi in pieno pranzo di natale) è di non trovarvi tutti collegati in prossimità del parto (inutile dire che anche questa volta, sperando che tutto vada bene come con Valerio anzi meglio visto che con lui non ci siamo riusciti, l'obiettivo è di partorire in salotto. Non dico in diretta webcam ma quasi. Vabè dai, trovate uno sponsor serio per la diretta webcam e noi ci pensiamo :-P). Riassumendo, visto che mi ero preparata e mi avete rotto il gioco. La cosa che mi sto portando sui fianchi è la pancia. Che è esplosa in modo ancor più drammatico delle tette, al punto che non ho nemmeno avuto bisogno di dare l'annuncio in ufficio. Se ne sono accorti tutti quanti da soli. Solo che la forma è quella di una donna in stato avanzato di gravidanza, ma il contenuto per ora è dato da uno stomaco sconvolto dalle difficoltà digestive e da questi enormi rotoli che sbrodolano intorno ai miei fianchi... ovviamente all'alba del giorno in cui avrei dovuto inaugurare il mio attillatissimo guardaroba primaverile. Uffa. Le tette sono esplose ma nemmeno troppo. In centimetri. E soprattutto non fanno male la metà dell'altra volta. Però, partendo da uno stato di completo cedimento allattatorio, si sono riempite alla grande, soprattutto sopra. Insomma sembrano due tette nuove di zecca, appena rifatte da un bravo chirurgo. Ahimè so che non dureranno, ma finchè durano me le godo. E poi che ne sai, magari le fotografo e le porto da copiare a un bravo chirurgo. Se mai finirò di allattare, è chiaro. L'altra cosa significatica è che, pur essendo un bimbo una cosa che si fa in due, questo bimbo l'abbiamo fatto in tre. L'infinita serie di tentativi falliti aveva ormai dimostrato in modo inequivocabile che nulla sarebbe mai stato concepito finchè allattavo. Ma io dicevo: posso togliere qualcosa al figlio che ho già, per un figlio che potrei comunque non avere mai? E mi rispondevo di no. Finchè Valerio non ha deciso, in piena autonomia, di prendersi due giorni di pausa dal tittolone. Sembrerebbe proprio che siano bastati! Ora vedremo se si slatterà nei prossimi mesi o se ci toccherà anche l'esperienza dell'allattamento in tandem. Di più, per ora, non saprei che dirvi... domani ho in previsione una violentissima shopping session, se mi va male riprendiamo i pipponi sull'assenza di proposte-moda per taglie in evoluzione. Per adesso come minimo riapriamo i deliri gravidici :-D
Dalla serie abbiamo trasmesso lalaura | link | commenti (63)
giovedì, maggio 29, 2008 Indovinello /2Visto che vi siete fatti fuorviare dalle foto delle splendide borse, questo indovinello sarà tutto di numeri.il 12 era 83 il 17 era 86 il 25 era 89 Cos'è? Aiutino: in tempi che col senno di poi potrebbero definirsi sospetti avrei potuto proporvi lo stesso indovinello ma non mi venne in mente. In compenso, per motivi totalmente indipendenti dalla mia volontà, mi capitò di sbloggare l'esatto testo della risposta, financo tra virgolette.
mercoledì, maggio 28, 2008 Gradirei maggiore deferenzaLa Laura lo sa da sempre, che al mondo esistono persone a cui tutto è dovuto e persone che devono implorare per favore anche le cose più ovvie. E persone che fanno le cose in modo approssimativo e scattano gli applausi, ed altre a cui non viene perdonata la benchè minima imperfezione. E che quando il livello di approssimazione della prima categoria di persone diventa palese e richiede una pronta giustificazione, questa giustificazione risiede nel fatto che la seconda categoria di persone avrebbe dovuto fare qualcosa per garantire risultati migliori. E persone che se dicono "non mi va" fermati mondo che c'è da cambiare tutto il progetto ed altre che se dicono "non si può" vengono obbligate ad attivarsi per realizzare il miracolo. La Laura sa anche che questo in gran parte dipende dal fatto che le persone del primo tipo sono di fatto più brave a presentarsi, vendersi ed ottenere il rispetto del prossimo, e che le persone del secondo tipo dovrebbero imparare a farsi furbe. E sa anche che comunque alla fine i nodi vengono al pettine e la cacca viene a galla e la giustizia cosmica premia i buoni e punisce i cattivi Ciononostante, la Laura si è veramente stufata di far parte della seconda categoria di individui. Punto.
martedì, maggio 27, 2008 IndovinelloCos'è quella cosa che classicamente si porta sul davanti
Ma in realtà a molte donne capita di portare sul dietro
E invece la Laura pare che quest'anno la stia portando sul fianco?
sabato, maggio 24, 2008 Sempre peggioIn principio era Baby Einstein. E la Laura si lamentava pure, che Valerio non gli prestava attenzione per più di cinque minuti, perchè a lei ne sarebbero serviti almeno venti per preparare la cena senza pituffi urlanti tra i piedi.Come da lì si sia arrivati alla totale dipendenza dalla Pimpa e dai Classici Disney è abbastanza un mistero. In ogni caso, la Laura su una cosa non ha mai cambiato idea: finchè sarà nelle sue possibilità impedirlo, Valerio non guarderà la TV. Un conto è il DVD che la mamma può selezionare in anticipo, e soprattutto che si può accendere, spegnere e riguardare quando fa comodo. Ma l'idea di un programma che va in onda a una certa ora, e ti obbliga ad essere puntuale, e a starci davanti, e non puoi mandarlo avanti veloce se non ti piace una scena o indietro se non hai capito qualcosa... no grazie, non ora almeno. Anche per questo motivo, la Laura non è abbonata a Sky. Sa che apprezzerebbe un sacco i canali dedicati ai telefilm, ma sa anche che il tempo quotidiano che dedica alla televisione, meno quello che Valerio pretende di dedicare ai suoi DVD, è insufficiente anche per seguire quel poco che alla Laura interessa sulla TV pubblica. Un giorno Valerio ci chiederà l'abbonamento a Sky e noi sembreremo molto generosi a concederglielo senza troppe storie. Non ditegli che è da adesso che penso a quel giorno e ai miei telefilm. Ma tutto questo potrebbe anche non succedere. Valerio ha appena scoperto youtube (mamma, crivi iutiub!), e da lì Playhouse Disney. Saran quindici giorni che Valerio con perfetto accento disneyano canticchia "oh, tootles" e io non so esattamente cosa significa. E i miei incubi si sono popolati di terrificanti ricostruzioni tridimensionali in stile pixar del mio amato (nella versione di Shepard!) Winnie Pooh, dove oltretutto il povero Christopher Robin ha evidentemente cambiato sesso. Per non parlare delle canzoncine di Fru e Pelù e di Nello che va a scuola dove impara tante cose "grazie a sua sorella Shanna". Farà l'homeschooling? Ora, io non voglio dire che questi programmi non siano carini, per carità. Sono anche fatti benino... però... però boh.
mercoledì, maggio 14, 2008 Un nome, un destinoIeri la Laura, a cui capita fin troppo spesso di trovarsi impelagata in questioni poco standard che non dovrebbero riguardarla, si è trovata a parlare con un prete del percorso ideale della tourneè di una qualche Madonna che pare abbia l'abitudine, in questo periodo dell'anno, di andare a trovare i suoi fedeli anzichè aspettare che siano loro a renderle visita (come peraltro, la Laura ritiene, sarebbe più che dovuto ad una Madonna). Ora, gli amici di questo blog immagineranno l'imbarazzo della Laura. Intanto perchè è assolutamente convinta che le Alte Sfere Celesti debbano, per le loro uscite pubbliche, attenersi ad un protocollo che non può certo essere discusso o riadattato dal parroco locale (per non dire della Laura o chi per lei) e che quindi la sua presenza in quella conversazione, pur in qualità di Unica Persona Presente Nei Paraggi Dell'Ufficio Di Chi Di Competenza, era del tutto inopportuna. Ma soprattutto perchè questo prete, nonostante tutte le spiegazioni della Laura sulla casualità della sua presenza in quella conversazione, continuava a rivolgersi alla Laura come se lei fosse perfettamente preparata sui temi religione - Madonne - Rosari - Piccoli Culti Locali ed affini, e potesse veramente prendere una decisione in merito a questa tourneè. Insomma, la Laura ci ha provato a tenersi strettamente attaccata ai suoi freni inibitori, ma quando il prete ha detto una cosa del tipo "e poi finisce Maggio quindi se la Madonna non riesce a passare entro venerdi', considerando i suoi altri impegni..." non è riuscita a trattenere una risposta del tipo "beh, potrebbe fare come la sua collega di Lourdes: si arreda un bel santuario e aspetta che la vadano a trovare". La Laura si aspettava un cazziatone sul rispetto da portare alle Alte Sfere Celesti, e invece le è capitata una lezione di recupero di catechismo... "ma no, signorina... non c'è una "collega di Lourdes", la Madonna è sempre una: appare in vari luoghi, viene venerata in vari santuari, e comunque è sempre presente nelle Chiese e nei cuori di tutti i fedeli"... "Cavolo, sta messa peggio di Madonna Ciccone" ha pensato la Laura. Ma è stata zitta. Che seno' le toccava confessarsi seduta stante, e sarebbe stata ancora più lunga di così.
lunedì, maggio 12, 2008 RegolamentiLa Laura lo dice da quando è nato Valerio, che avrebbe bisogno di una tata. Ma non della tata stile babysitter/istitutrice che le cresca il figlio. Una tata per lei, tipo quella di Vianello e della Mondaini. Che ti cucina, ti tiene a posto la casa, ti stira e ti accoglie con un sorriso permettendoti di passare tutto il tuo tempo libero giocando col tuo bambino. E, inutile dirlo, che non ti sia parente... perchè la Laura ne ha almeno due, di nonne che non vedrebbero l'ora di installarsi a casa sua con la scusa di dare una mano nella gestione quotidiana... e la reale motivazione di fare la mamma di Valerio al posto della Laura. Ma vabè. Il punto è che, abbastanza casualmente, la Laura ha preso da qualche settimana il vizio di guardare SOS-Tata sulla 7. All'inizio lo considerava un programma puramente umoristico, un esercizio di regia da studiare per montare meglio i video del bimbo. Nella prima puntata che la Laura ha visto, non solo sia i genitori che i bambini erano senz'altro degli attori, ma anche la casa era evidentemente un set televisivo, con tanto di attrezzature firmatissime che apparivano su richiesta della tata ben prima che ci fosse il tempo fisico per acquistarle. Poi man mano è subentrato l'incazzo, al pensiero che qualche genitore sprovveduto potesse davvero illudersi che coi bambini basta fissare delle regole per vedere le cose cambiare di punto in bianco. Dopodichè, urtata dall'impressionante numero di volte in cui ha sentito pronunciare la parola "capricci" davanti a bambini che stavano solo manifestando un loro bisogno, e dalla semplicità con cui queste megere criticano le scelte di certe mamme senza mai chiederne loro la motivazione, la Laura ha deciso che smetterà presto di essere davanti alla TV il martedi' sera. Ma ormai è tardi. SOS-Tata è entrata nel lessico familiare. E ormai è tipico che a casa nostra si sentano dire cose tipo "regola numero uno, non ci si scaccola a tavola". "Regola numero sette, è severamente vietato spogliare la mamma in pubblico per aggiudicarsi un tittolone self-service". "Regola numero ottocentoquindici, per fare le capriole sul lettone è indispensabile posizionare il testolino al centro del lettone stesso e non sul bordo, che il pavimento è estremamente duro quando ci si atterra sopra con tutto il proprio peso". Col risultato estremamente diseducativo che, come minimo, Valerio troverà estremamente difficile imparare a contare. E che se continuiamo a minacciare di chiamare la Tata Lucia che viene ad attaccargli le regole sul muro, prima o poi ci toccherà farlo davvero. Oddio, a pensarci bene sarebbe divertente...
giovedì, maggio 08, 2008 Sempre meglio che fare il cespuglioPrendete un'illustratrice per bambini con un tratto particolarmente pulito, regolare, lineare e riconoscibile. Tipo Nicoletta Costa. Poi prendete un materiale particolarmente difficile da modellare, tipo la gommapiuma. Adesso prendete dei genitori a caso, senza particolarmente verificarne le doti di manualità, e chiudeteli in una stanza obbligandoli a realizzare, partendo da poche indicazioni di carattere tecnico, dei burattini in gommapiuma. Ovviamente che rappresentino i personaggi di una storia di Nicoletta Costa. Bene. Se il vostro pubblico di riferimento fossero gli spettatori di MTV, avreste appena messo insieme tutto il materiale che vi serve per mettere in scena uno spettacolo di burattini di gommapiuma che parla di Giulio Coniglio e dei suoi amici sballati che, dopo aver abusato di ogni genere di stupefacente, si schiantano contro l'Albero Vanitoso. Ma siccome il vostro pubblico di riferimento è una comunità di tappi duenni che al massimo conoscono l'abuso di patatine fritte, vi toccherà raccontargli una vera storia di Nicoletta Costa. A questo punto immaginate di venire convocati, in un orario comdo solo alle mamme casalinghe, ad una riunione per l'organizzazione di detto spettacolo di burattinoidi. Immaginate la vostra sopresa di mamma che arriva trafelata dal lavoro, con in braccio l'unico bambino che è stato prelevato dall'asilo in questo istante e non tre ore fa come i figli delle mamme casalinghe presenti, ma convinta che dello spettacolo si occuperanno solo dette mamme casalinghe e che lei, in effetti, sia li' solamente in rappresentanza del marito, di cui ricorda l'aria sconvolta con cui è rientrato in casa una notte all'una raccontando delle difficoltà incontrate nella realizzazione dell'albero Senonchè ad un certo punto vi rendete conto che siete l'unico genitore che non è arrivato alla riunione doverosamente fornito di una scusa che gli impedisce di partecipare allo spettacolo dei burattini. Escludendo l'ingenuo papà che si è lasciato convincere che l'Albero Vanitoso, in quanto albero, sta in scena tutto il tempo ma fermo e soprattutto zitto come un albero. Le maestre insistono nell'opera di convincimento provando a spiegare a tutti quanti che in fondo la storia è tutta in terza persona, che il grosso del lavoro lo farà la narratrice che si era già candidata una settimana fa. Ingenuamente fate notare che una lettura animata e uno spettacolo di burattini sono cose diverse, e che se anche Nicoletta Costa non ha scritto tanti dialoghi in quella storia, bisognerà comunque tirar fuori qualche battuta o tanto vale lasciar stare i burattini, che oltretutto sono E insomma, la Laura vince, per acclamazione popolare, il ruolo di adattatrice teatrale del testo di Nicoletta Costa (un onorissimo!), nonchè le parti di Cornacchia Ada e, molto probabilmente, Farfalla Sconvolta e Uccellino Offesissimo. Il pensiero che possano non bastarle le mani è, al momento, l'ultima delle sue preoccupazioni. Non è che avete l'email della Fioretta Mari, no?
lunedì, maggio 05, 2008 Dal bordo del fiumeAnalizzando la sua situazione lavorativa con gli occhi di chi rientra rilassato dal ponte, la Laura si rende conto che sta attraversando un deja-vu di una situazione che qualche anno e qualche lavoro fa l'avrebbe fatta sprofondare in un abisso di inca22o e di depressione. Questa volta però, anzichè fiondarsi a spolverare il currico, la Laura ha preso in mano una bella palettina e se ne sta seduta comoda a scavare sul fondo. Posizione peraltro comodissima per osservare un cucciolo di avvoltoio che gironzola intorno alla sua scrivania. Ma vieni! Vedrai che ti piacerà!
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