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Intanto apro un blog, poi si vedrà.
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Tanto per sollevare l'atmosfera...![]()
mercoledì, giugno 25, 2008 Ci sono amici che non importa quello che succede, quanto la vita che cambia modifica il ritmo della vostra relazione, quanto possono farti incazzare con certi loro atteggiamenti, prese di posizione, scelte di vita... saranno sempre amici cari, e sarai sempre li' per loro, e loro saranno sempre li' con te. La Dynasty per me è stata un'amica cosi'. Un'amica, perchè spesso gli animali con cui viviamo ci solleticano il senso di protezione materna, ma non sempre e lei, non solo perchè era già adulta quando ci siamo incontrate, non è mai stata una cucciola per me. Più qualcuno da imparare a conoscere, con cui relazionarsi alla pari, per scoprire ogni giorno di più che nel bene e nel male, ma soprattutto nel male, avevamo due caratteri drammaticamente identici. Più inclini ad offenderci che ad aggredire, più brave a prendere provvedimenti che a discutere soluzioni, e soprattutto ugualmente determinate ad essere sempre discretamente vicine a chi amiamo e a detestare per l'eternità chi a prima vista ci sta antipatico. La Dynasty, per intenderci, faceva la cacca in salotto tutte le volte che il mio ex dormiva da me, rubandole il "suo" posto sul cuscino del passeggero. Poi una notte ho allungato una mano verso Denis e al suo posto ci ho trovato lei che ronfava felice sulla sua testa, e ho capito che Denis sarebbe rimasto. La Dynasty era una gatta molto puzzolona, altrimenti detta anche "l'unico esemplare di gatto vivo in avanzato stato di decomposizione". Era una exotic ipertipica, con un naso inesistente che le faceva lacrimare tantissimo gli occhietti e una pessima chiusura della bocca che oltre a farle perdere tutti i denti non ha mai giovato al suo alito. E poi aveva questo strano fungo, lievito, o dermatite... ogni veterinario ha proposto la sua cura ed ha fallito. Forse la Dynasty aveva solo una straordinaria predisposizione alla formazione di una certa formaggia tra le dita dei piedi, che però le dava fastidio solo quando cercavo di pulirla, e quindi a un certo punto ci eravamo rassegnati. La Dynasty pisciolava in giro, ma non ha mai avuto un'infezione delle vie urinarie. Vescica e reni sono risultati perfetti a ogni controllo, le sue pipì erano ovvie prese di posizione. La Dynasty viveva con due cardiogatti, e a un certo punto giusto per vedere se c'era due senza tre, ha fatto un'ecocardio anche lei ed anche il suo cuore è risultato perfetto. All'epoca. Certo non era bella, dimostrava ben più dei suoi dieci anni, ma in fondo era riuscita a convincerci che con tutti i suoi mille acciacchi era comunque sana come un pesce e ci avrebbe seppelliti tutti. Purtroppo non era vero. La Dynasty ci ha lasciati in un pomeriggio. Un tempo rapido, ma non abbastanza per impedirle di soffrire. Non ho ancora avuto il tempo per rendermi davvero conto della sua mancanza. Non era certo uno di quei gatti che ti seguono per casa o vengono a darti il buongiorno. Dormiva con me, ma arrivava nel letto dopo e si alzava prima. Insomma, è ancora come se fosse da qualche parte in giro per casa. Perchè appunto, ci sono amici che lo sai benissimo che ci sono anche quando non sono proprio li' con te. Però questa volta non è proprio la stessa cosa. E io non so se sono pronta...
mercoledì, giugno 18, 2008 A volte ritornanoL'altra volta l'idea ci era venuta che già eravamo li' li' per partorire, e quindi al di là della scocciatura di non poterci comprare i nostri prodotti, non avevamo nemmeno avuto motivazioni sufficienti per andare avanti con la "promozione" del nostro business. Nel frattempo, eshirt ha cancellato il nostro negozio di allora, e ci par di capire che non ne aprano di nuovi. Quindi, ci siamo spostati in America: questo dovrebbe rendere più vantaggiosi gli acquisti col cambio euro/dollaro (le spese di spedizione sono ragionevolissime) e ci permette di proporre ben DUE disegni stampati direttamente su magliette premaman. Inutile dire che in caso di richieste specifiche si fa una rotazione, eh? Per farla breve: riapre SOPRALAPANZA, il negozio virtuale dove i deliri gravidici della Laura si trasformano in magliette pre-maman. Per ora. Visto che il negozio americano propone più oggetti, c'è caso che ci faremo venire più idee... Per adesso, se vi va di darci un occhio e/o spargere la voce...
Dalla serie segnalazioni, shopping sfrenato, deliri gravidici abbiamo trasmesso lalaura | link | commenti (10)
martedì, giugno 17, 2008 Altre abilità Intanto le tate dell'asilo mi informano che durante l'ora del sonnellino invece di dormire si aggirava per la camera svolazzando col lenzuolo sulle spalle al grido di: sono il conte DD(g)raaacula!!
.... chissà chi glie le insegna certe cose
Dalla serie abbiamo trasmesso deniz | link | commenti (5)
Traguardi
Per ora utilizza solo i pezzi quadrati, e rigorosamente per costruire torri infinitamente alte. Salvo ovviamente arrabbiarsi tantissimo quando la torre, in modo del tutto fisiologico considerando le sue dimensioni, si rompe. A quel punto, guai a proporgli di ricomporre il manufatto mettendo insieme i tre o quattro pezzi in cui si è separato: deve necessariamente smontare tutto e ricominciare, un pezzo alla volta. (e ci sfido che si arrabbia). L'altra cosa interessante è la scelta dei colori, che non è mai casuale. Le torri di Valerio si compongono di cubetti di massimo tre colori, alternati in modo non regolarissimo ma comunque con una certa estetica. Nuovi colori vengono aggiunti solo ad avvenuto esaurimento dei colori precedenti. E rigorosamente ignorando, probabilmente a causa della loro aria sospetta, i pezzi turchesi-trasparenti. Il che, per un bambino di due anni e otto mesi, non è esattamente un indice di straordinaria precocità nelle abilità manual-costruttivo-creative. Ma dal punto di vista di una mamma che alla vista del test di gravidanza ha pensato "evviva, finalmente in questa casa si giocherà coi Lego" ed il cui cuore ha sanguinato ogni volta che il Pituffo ha dimostrato di non provare interesse alcuno per i Lego medesimi, capirete che si tratta di un momento fondamentale dell'evoluzione della creatura.
giovedì, giugno 12, 2008 La prima impressione è quella che contaQualche giorno fa, al Nido ci hanno consegnato l'invito, da parte dell'Asilo Fighissimo, a partecipare ad una prima riunione di presentazione dell'asilo e della metodologia di formazione delle classi. Poichè davano per scontato che non li avrebbero mai presi e non volevano crearsi false illusioni, Valerio e la Laura non erano andati a visitare l'Asilo Fighissimo nei giorni in cui era previsto di poterlo fare (peraltro ne avevano visitato un altro, se possibile ancor più Fighissimo, che poi avevano messo come secondo nella lista delle preferenze) e quindi la Laura ha pensato che, anche se l'invito era esplicitamente rivolto ai genitori, sarebbe stato carino portare Valerio a vedere l'Asilo Nuovo, cosi' tanto per avere un qualche argomento di conversazione fino a Settembre. Allora la Laura arriva esausta all'asilo con Valerio in braccio, raggiunge la soglia del luogo dell'incontro quand'ecco nel silenzio complessivo si sente l'urlo: NO, NON VOGLIO ANDARE LI' DENTRO, VOGLIO ANDARE SULLO SCIVOLO ROSSO. La Laura fa tre passi indietro e convince Valerio ad andare sullo scivolo da solo, salvo ovviamente venire a cercare la mamma dentro a quella porta li' nel momento esatto in cui ne sente il bisogno. Valerio, che sta pensando solo allo scivolo, accetta di buon grado. Passa tranquillo circa un quarto d'ora, quand'ecco la Laura non vede più Valerio dalla finestra e contemporaneamente ha una stranissima sensazione. Si fionda fuori e infatti trova un bimbo spaventatissimo, col labbro che trema e la lacrima sull'orlo, che non ha il coraggio di entrare nella stanza dove c'è la riunione. Lo prende in braccio, lo bacia, lo abbraccia e lo porta dentro. Passa tranquillo un altro quarto d'ora, in cui Valerio si riprende dallo spavento, dopodichè nel silenzio complessivo della stanza si sente una vocetta che grida: MAMMA MI DAI UNA BANANA? Amore non ce l'ho una banana, la prendiamo a casa. MAMMA MI DAI UNA MELA? Tesoro, non ho niente, hai fatto merenda all'asilo, adesso andiamo a casa a cena, solo un minutino, stai zittino! MAMMA MA IO HO FAME! Valerio, tra un quarto d'ora mangiamo, abbi pietà MA IO VOGLIO UNA BANANA... La Laura si scuote dall'impietrimento da vergogna totale, mormora delle scuse ai mille sguardi di disapprovazione che circondano la sua persona, solleva la creatura e si dirige verso l'esterno, inseguita da una mamma impietosita che le porge un pacchetto di crackers. Sedato da un minuscolo morso all'oggetto del desiderio, il Pituffo, che ovviamente non aveva fame ma solo un impellente bisogno di spaccare i maroni, riattacca ad altissimo volume la solfa dello scivolo rosso. Sul quale, una volta capito che la mamma è li' vicino, si arrampica lieto permettendo alla Laura di ascoltare da fuori il resto delle istruzioni sull'utilizzo dell'Asilo Fighissimo. Dopo qualche istante la riunione ufficiale finisce, e mamme e maestre si spostano verso l'esterno. Una delle maestre si avvicina alla Laura e fingendo di scherzare le annuncia che ha già preso nota di raddoppiarle la retta per i pasti. Senza nemmeno fingere di aver capito che si tratta di una battuta la Laura garantisce che normalmente il suo bimbo è molto carino e gestibile, e che la scena che ha visto fa parte del programma dedicato alla mamma dopo una lunga e stancante giornata all'asilo. La maestra ovviamente finge di crederci, e allora la Laura non aggiunge nulla sul fatto che comunque, normalmente, lei è una di quelle mamme abbastanza organizzate, che portano sempre in borsa qualche genere di conforto per i momenti di crisi, che comunque non sono mai stati drammatici come quest'ultimo. Meglio non approfittare delle simulazioni di atto di fede delle maestre d'asilo. Speriamo in bene.
mercoledì, giugno 11, 2008 Il buongiorno si vede dal mattinoAvevo iniziato a scrivere un bel post sulle motivazioni, i vantaggi e gli svantaggi dell'annunciare una data presunta diversa da quella effettiva (effettivamente presunta, è ovvio), ma è talmente chiaro che questo cucciolo si è materializzato nella mia pancia con l'evidente intento di rompere le scatole che temo che almeno sul blog il mio doppio gioco durerà poco. Ma tant'è, corriamo il rischio. Perchè i blog servono anche per sfogarsi, e questo è uno di quei momenti. Allora, tanto per cominciare, come tutte voi ben sapete, la data presunta del parto si chiama presunta perchè è estremamente approssimativa. Ma siccome che siamo quasi nel tremila, con le tecnologie e tutto il resto, una a un certo punto va dal ginecologo il quale, misurando con l'ecografo il contenuto della pancia, dovrebbe darti una data un po' più affidabile di quella che ottieni guardando un foglio di excel o un calendario con le lune. Infatti il nostro ginecologo ha detto che. Ciononostante, è assolutamente necessario, ai fini diagnostici, che lei mi presenti il responso di un'ecografia svolta esattamente il giorno di Ferragosto, con uno scarto massimo di tre giorni prima o dopo. Al che la Laura timidamente fa notare che, anche se il giorno di Ferragosto non cadesse di venerdi' eliminando metà dello scarto massimo dalla data richiesta, lei comunque in quel periodo sarebbe al mare. Al che il ginecologo risponde ca22i tuoi, io voglio vedere quell'ecografia fatta esattamente a cavallo dei fuochi artificiali che celebrano appunto il dramma di Nostra Signora che a sua volta, dovendo partorire in un periodo vago ed ampio a cavallo del solstizio d'inverno, percorse a piedi la Riviera alla ricerca di un luogo dove svolgere la morfologica a Ferragosto. E allora la Laura si attacca al computer e pian pianino, iniziando da Ventimiglia, si mette a contattare tutti gli ospedali della Riviera Ligure. Nel primo ahimè non hanno l'abitudine di tenere gli ambulatori aperti nel mese di agosto. Nel secondo anche loro fanno le ferie a Ferragosto, e le gravide col problema della Laura le dirottano sul terzo ospedale. Nel terzo ospedale a Ferragosto sono aperti, ma sommando le loro pazienti, quelle dei primi due ospedali e le turiste che come la Laura vanno a rompergli le palle a Ferragosto, forse se ne può parlare per l'estate prossima. Il quarto ospedale è il Gaslini. Dove però accettano le prenotazioni solo dalle dieci e trenta alle dieci e trentadue del mattino. Ovvero sostanzialmente hanno risposto "ritenta domani" e non "arrangiati", che è già qualcosa. Nell'attesa, la Laura ha aperto Google mappe. Concludendo che non conviene proseguire lungo la Liguria. Dopo Genova tenterà Pavia, e poi eventualmente Milano. Oddio, a quel punto tanto vale tornare a casa. E questa sarebbe l'ultima vacanza bella tranquilla con un solo bimbo già quasi grandino ed in gran parte autonomo...
lunedì, giugno 09, 2008 Caro, avremo un bambino /1No, perchè a leggere i commenti al mio post nello specifico, ma più in generale le varie esternazioni sulla gravidanza e sulla maternità, pare che la visione del test positivo debba in qualche modo essere sempre collegata ad improvvise illuminazioni sul senso dell'Universo, dell'Umanità e del Futuro in generale.Oh, magari a qualche donna succede, lungi da me metterlo in dubbio. So per certo, perchè alcune persone che so non essere mitomani mi hanno raccontato la loro esperienza, che ci sono mamme che hanno concepito, gestato e partorito mantenendosi costantemente in comunicazione col bimbo che avevano nella pancia. Che dire, beate loro. A me non è capitato. Nè l'altra volta nè adesso. Non ancora, almeno. Quindi, i miei due centesimi di contributo alla causa della gravidanza felice saranno terribilmente prosaici. E forse anche poco utili. Ma credetemi: se vorrete farne buon uso, non vi deluderanno :-D 10 COSE DA FARE APPENA SAI DI ESSERE INCINTA 1) Calcola la data presunta (data ultime mestruazioni + 280), e se possibile calcolane anche un'altra, fittizia, 14, 21 o 28 giorni più avanti. Comunica la data vera al marito, al ginecologo e al datore di lavoro e la fittizia a tutti gli altri (avendo ovviamente cura di aspettare 14 21 o 28 giorni a dare l'annuncio!). 2) Vai in farmacia e comprati una fornitura trimestrale di acido folico e una buona scorta di Tachipirina, possibilmente in un mix di flashtabs (se hai la nausea e non ti va di bere), supposte (se non ti va nemmeno di mangiare) e pastiglioni effervescenti da 1000mg (scatola verde) (se ti fa vermente male qualcosa, visto che la tachipirina non è tutto questo antidolorifico). Per questi ultimi il farmacista potrebbe stressarti. Rispondi "oh non c'è problema mi dia quelle rosa che ne prendo due", dovrebbe essere più che sufficiente a ricordargli che non si contraddicono le gravide. 3) Procurati un buon reggiseno, idealmente quelli da ginnastica ad altissima tenuta e senza cuciture. Della tua taglia o pochissimo più grande. Purchè le tette non traballino, che è dolorosissimo. 4) Valuta le tue esigenze di abbigliamento premaman in base alle stagioni in cui cadranno il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza, e comincia a cercare marche e modelli che ti rappresentino. E' difficilissimo e non puoi arrivarci all'ultimo momento quando non hai più niente da metterti per andare a comprare i premaman. 5) Nelle primissime settimane di gravidanza avrai l'impressione di fare un sacco di pipi'. Ebbene non è NULLA in confronto a come sarai conciata nelle ultimissime settimane di gravidanza. Perderai ogni freno inibitore e ti rassegnerai a pisciare ovunque senza ritegno alcuno. Mentalizzati adesso, cosi' quando ti verrà da comprare una di quelle tenerissime salopette da gravida penserai alla gioia di ripescare le bretelle dal buco della turca. 6) Se ancora non ce l'hai, metti in lista nascita un'asciugatrice. Costa meno di un Trio, dura molto di più e con quel che ti fa risparmiare in vestitini il Trio te lo compri da sola. Anzi magari non te lo compri, che non serve a un tubo. 7) Aspetta un mese prima di comprarti una crema anti-smagliature, e prima di portarla alla cassa annusala. L'ormone della gravidanza altera l'olfatto, e tu non hai nessuna voglia di spendere fior di soldi per sentirti obbligata a spalmarti quotidianamente una cosa che nella tua percezione gravidica puzza di marciume. 8) Accogli con un sorriso tutti i consigli che tutti vorranno darti. Ringrazia e prometti che ne parlerai col tuo ginecologo o col tuo pediatra. E poi dimenticali. 9) Ricorda che i dolori del parto non si dimenticano: il ricordo riemerge alla vista di una gravida da terrorizzare. Ascolta compitamente tutti i racconti delle gravidanze horror e dei parti splatter, prometti che ne parlerai col tuo ginecologo, e poi dimenticali. Soprattutto non riferirli a nessuna donna incinta, per il resto della tua vita. 10) Goditela. Fatti coccolare. Approfittane. Senza ritegno Che dopo il parto la cuccagna finisce per sempre.
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