Intanto apro un blog, poi si vedrà.




 

martedì, ottobre 28, 2008

E' nata una bimba!

Si chiama Sofia, e la Laura la aspettava da un sacco di tempo. Da prima di mettersi ad aspettare la sua bimba, ma se è per quello anche da prima di mettersi ad aspettare Valerio.
E poi sono nati una mamma e un papà nuovi, e la Laura è felicissimissima che proprio loro si siano aggiunti al club dei genitori. Perchè lo volevano tanto, ma anche perchè sono due personcine che alla Laura piacciono proprio.

Speriamo che si ricongiungano presto anche col buffo blog-mondo... cosi' li linkiamo e soprattutto ci chiacchieriamo anche di qua!

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venerdì, ottobre 17, 2008

Caro, avremo un bambino /2

O anche: alcune cose sul parto che è meglio sapere prima di andare a partorire

1) Non è come nei telefilm americani: da quando si rompono le acque può passare ancora un sacco di tempo prima che nasca il bambino.

2) Il parto in acqua non è come l'idromassaggio che fai dall'estetista dopo il peeling. La vasca è molto più piccola, e perdi talmente tanto di quel materiale fisiologico che potresti presto trovarti in ammollo in un minestrone piuttosto sgradevole.

3) Ci sono donne che riescono davvero, in travaglio, a mettere in pratica tutti gli esercizi di respirazione, le tecniche e i buoni consigli del corso preparto. Ma nella maggioranza dei casi si partorisce urlando, bestemmiando e minacciando il partner di atroci ritorsioni.

4) Ci sono anche donne che riescono davvero, in travaglio, a godersi l'ascolto della colonna sonora che hanno scelto con cura per l'occasione. Ma nella maggioranza dei casi la musica viene sovrastata dal volume delle urla, delle bestemmie e delle minacce al partner.

5) Non ha senso scegliere di partorire nell'ospedale dove lavora il tuo ginecologo: se tutto va bene non avrai bisogno di un ginecologo e se tutto va male lui non è detto che sia di turno.

6) Troverai sicuramente un team di persone pronte a metterti a tuo agio e a facilitare il più possibile il naturale svolgersi della nascita di tuo figlio. Ma già che fai la valigia, buttaci dentro una stampata dei diritti della partoriente sanciti dall'organizzazione mondiale della sanità, e affida a chi ti accompagna il compito di assicurarsi che vengano rispettati.

7) I dolori del parto sono atroci, però alla fine vinci un bellissimo bebè.

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martedì, ottobre 14, 2008

Abbiamo un ospite. AIUTO!

Dunque, la Laura era lì che cercava di scrostare la pianta della zucca dalla rete interna al giardino. E già smadonnava tra sè e sè rendendosi conto che la zucca aveva completamente invaso il giardino stesso, soffocando alcune piante, impedendo ad alcuni punti di prato di essere tosato, favorendo di conseguenza l'annidamento di ogni genere di insetti, vermiciattoli e larve... insomma, un paio di metriquadri di schifo inverecondo.

A ciò si aggiunga che i cani hanno scavato delle buche vicino alla zucca, e che non avendo il tempo di sanare il disastro la Laura e Denis avevano addossato alla buca tre vasi, giusto per impedire una fuga felina. Di questi tre vasi, uno è enorme e dovrebbe stare vicino alla scala dell'ingresso, ma la Laura non è mai riuscita a farci sopravvivere niente. Insomma un quintale di terra ed erbacce. L'altro era il vasetto di portulaca che la Laura aveva portato dal balcone al giardino prima di partire per il mare, per approfittare dell'irrigatore automatico. Ma poi i cani hanno scavato fuori tutto, e addio portulaca. Sigh. Il terzo vaso era vuoto, in attesa che la Laura decidesse che altro vegetale farci morire dentro. Per un po' era stato usato come contenitore di attrezzi da giardino vari,ma poi con le piogge di primavera era stato girato a testa in giù e dimenticato.

La Laura solleva quest'ultimo vaso e sotto ci trova... un inquietante, e fin troppo ordinato per essere opera di Denis, cimitero di spighe di panico per uccellini (ci domandavamo perchè ne fosse fiorito cosi' poco!) e gusci di lumaca vuoti.

Inizialmente la Laura non ci ha molto pensato, preoccupandosi più che altro di come pulire. E' stato Denis a farle notare che non poteva trattarsi di un mucchio casuale, nè di una costruzione umana... e che il fatto che i cani avessero scavato proprio li', e con un'insistenza mai vista prima, non poteva che significare che quella specie di cimitero marcescente altro non era che... il nido di un animale!

Si ma quale, si domanda ora la Laura.

Perchè se mi garantisce di mangiarsi tutte le lumace, io il panico glielo vado anche a comprare!

Mapperò se è un topo, a me mi tocca dare fuoco al giardino!

Idem se è un animale che può mordere un bambino piccolo...

... e se entra in casa?

Mapperò se invece è carino?

Insomma, amici scienziati e naturalisti del blog della Laura: cosa può essere?

Di seguito, un paio di foto della sua casetta, ben nascosta sotto un vaso...



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domenica, ottobre 12, 2008

Tema: l'autunno

Svolgimento:

Iniziare a Marzo, seminando delle zucchette decorative senza minimamente domandarsi come sia fatta la pianta della zucca

Rendersi conto verso giugno, che la pianta della zucca è un rampicante, infestante, che soffoca tutte le piante a cui si avvicina, che attira milioni di minuscoli insetti, ed è completamente ricoperta di una specie di peluria tremendamente urticante.

Inorridire verso Settembre, quando alcune delle foglie della zucca iniziano a seccare in modo decisamente antiestetico laddove altre foglie stanno ancora nascendo.

Consolarsi a metà ottobre, quando con la complicità di un pomeriggio assolato in cui il pituffo dorme fuori orario decidete di estirpare il tutto a mani nude, salvando solo le zucche.

Aggiungere qualche pigna raccolta dal pituffo, e sfidare il proprio snobismo per andare a raccogliere qualche pippocastano nel parco dove giocano i bambini maleducati.

Fotografare, in attesa di ripartire il tutto tra tanti cesti piccini da sbolognare a nonne e asili vari.

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giovedì, ottobre 09, 2008

Popolo, esulta!


Il mese scorso erano 146, come l'Alfa del nonno Gigi. Che nel frattempo è passato alla 159, battendo la Laura alla grande. Con la differenza che alla Laura le auto interessano molto poco, laddove invece le sue piastrine basta che siano più di 150 (Mila? Milioni? chissenefrega!), per permetterle di poter sperare di partorire in casa.
Quindi, ben consapevoli che manca ancora un sacco di tempo al verdetto finale e che tutti i valori potrebbero ancora crollare, vi invitiamo a gioire con noi, almeno fino al prossimo prelievo.

Yuppy!

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martedì, ottobre 07, 2008

Questa casa non è una ludoteca (ma ci stiamo lavorando)

Approfitto che per una volta in vita mia mi hanno scattato una foto in cui vagamente mi assomiglio, per provare a colmare una in realtà qualitativamente incolmabile lacuna tra questo blog (dove si ca22eggia amenamente) e quest'altro (ma anche altri ancora) dove invece si parla seriamente di argomenti psico-pedagogico-mammesco-educativi-eccetera, sicchè io mi sento come una sitcom in un mondo di programmi sociocult.

Tanto per non esagerare, comunque, parliamo di giocattoli. Anzi, della mamma di tutti i giocattoli. O meglio, dell'accessorio indispensabile per l'ottenimento della massima soddisfazione dalla maggior parte dei giocattoli.

L'idea ovviamente non è mia, ma è stata brutalmente copiata dalla Città del Sole, non prima di aver scoperto in quanti meravigliosi modi la reinterpretano ogni giorno i creativi (cioè, i bimbi e le maestre) degli asili di Reggio Emilia.

Per la realizzazione è stato utilizzato l'impagabile contributo artistico del Nonno Gigi, epperò bisogna essere molto onesti ed ammettere che bastano quattro (forse nove) pezzi di legno e qualche chiodo per ottenere un risultato di base, più che adatto (previa doverosa limata anti-schegge) alle esigenze di un bimbo. Certo che per le esigenze di una casa è meglio se ci passa il nonno a fare le rifiniture e un paio di mani di mordente tinta-parquet, cosi' che la Meraviglia possa essere posizionata al posto del tavolino del salotto (che tanto faceva la stessa funzione offrendo però metà dello spazio e della praticità).

Stiamo parlando, l'avrete già intuito, del mitico Plastico (o come dice Valerio alla faccia dei materiali naturali, questa è una plastica!) che permette ai bimbi di giocare all'impiedi, e soprattutto di lasciare per un po' in vista le loro creazioni senza inguaiare il pavimento:



Qui lo vedete incasinatissimo durante le operazioni di scarto dei regali di compleanno. In realtà il trucco per ottenere il meglio dal plastico è di limitare, per quanto possibile, l'affollamento di giochi, in modo da poterlo utilizzare ogni giorno in un modo nuovo, tipo:

- per fare la pista del trenino e lasciarla allestita per un po', come fanno alla Città del Sole (almeno quella vicina a casa nostra)

- per giocare con le macchinine, che tanto non rotolano giù per merito dei bordi rialzati, che sono il dettaglio più importante che fa la differenza tra il plastico e un tavolino qualunque.

- per fare le costruzioni e lasciarle allestite per un po' vedi sopra (questo sarebbe stato il sogno dell'infanzia del papà, che infatti guardate cosa ha fatto appena Valerio ha aperto i suoi blocchi di legno nuovi)

- e soprattutto, per usare le costruzioni (lego e legno) per costruire un'ambientazione che possa poi essere usata per una storia con gli animaletti

- eccetera, eccetera, eccetera...

(volendosi fare veramente del male se non avete un'inserviente che pulisce dietro ai vostri figli, provatela come sabbiera con farina gialla, fagioli o un misto. E non dimenticate la videocamera!)

E insomma, dopo la libreria dell'ingresso (che vedete sullo sfondo della foto), il Pituffo ha colonizzato pure l'ex tavolino del salotto. Ed è ancora solo uno... speriamo che ci lascino un pezzetto di giardino per piantare una tenda!

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domenica, ottobre 05, 2008

PIù desperate che housewife

Adesso, o qualcuno mi infila in un commento una tecnica rapida, pratica, efficace*** ed efficiente per produrre in tempo ragionevole dei tortelli vagamente simili uno all'altro (e magari anche alla cosa vera), o questo è l'ultimo** esperimento tortellesco che vedrete performare su questo blog.



** Un ovvio, ma ugualmente caldo, vaffancu£o a chi l'ha interpretata come una proposta più che come una minaccia.

*** Regalo a chi se lo viene a prendere il genialissimo Raviolamp originale dell'Imperia, se riesco a scrostare via il blob di pasta e ripieno che gli si è materializzato sopra al primo passaggio del pratico mini-mattarello incluso nella confezione.


Mo' vado a vedere se bolle l'acqua... se (e non ne sono certa) qualche tortello resterà intero, vi sapremo dire se sono anche commestibili. In alternativa il ristorante giapponese è qua dietro, digiuni non restiamo. Magari prendiamo i ravioli al vapore, tanto per infierire ancora un po'.

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