Intanto apro un blog, poi si vedrà.




 

martedì, novembre 25, 2008

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Valerio sotto la neve c'era già stato altre volte, ma era decisamente troppo piccolo per rendersi conto di quel che succedeva.

Ieri invece non solo c'è stata una mega-nevicata improvvisa e violenta quanto breve, ma era anche il Santo Patrono, con la scuola chiusa, un sacco di tempo libero e, per la prima volta in vita nostra con la neve, un giardino tutto nostro per giocarci...

E cosi' la Laura e Valerio hanno fatto il loro primo pupazzo di neve. Non primo insieme, proprio primo per tutti e due!

Valerio ha assolutamente voluto che fosse piccolo. La Laura avrebbe assolutamente voluto metterci la carota come naso, ma Valerio non ha voluto tornare in casa a prenderla e quindi ci siamo accontentati di un fiorellino arancione.

Purtroppo non avevamo la macchina fotografica con noi e dovete accontentarvi dell'inquadratura dalla finestra...

... ma non trovate che sia adorabile?

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God Bless the Winx

E pure i Gormiti, se sono queste due tipologie di giocattolo l'attuale simbolo dell'invalicabile riga che separa le robe da maschio e le robe da femmina.

Perchè qualunque cosa compriate per Natale ai vostri figli, prima o poi cresceranno, smetteranno di giocarci e finiranno in un neutrissimo negozio di biciclette, ricchissimamente dotato di soluzioni di ogni genere per la gioia pedalatoria di uomini, donne, bambini e bambine.

Questo è il negozio dove a Settembre l'approccio poco-sessista ai giocattoli della Laura si è scontrato con la triste realtà: è difficilissimo trovare una bici di un modello e di un colore che possano gratificare l'ego di un bambino oggi, ed essere ugualmente appealing per l'ego della sua sorellina tra qualche anno. Alla fine la Laura aveva optato per il più neutro dei colori da maschio (il giallo) applicato ad una virilissima simil-mountain-bike, a cui a tempo debito la Laura avrebbe strappato gli adesivi per sostituirli con qualche stellina glitterata, con l'aggiunta di un cestino e ovviamente una sella rosa. Poi per fortuna la Laura ha proposto a Valerio di salire sulla bici per capire la misura più adatta delle ruote da prendere e Valerio ha avuto una specie di crisi di panico, e cosi' è saltato non solo il proposito di prendergli una bici, ma soprattutto il rischio che Valerio e sua sorella si passino mai una bicicletta... se come prevediamo la piccoletta avrà voglia di emulare il fratellone molto prima di quanto lui non abbia (ancora) manifestato il bisogno di pedalare coi suoi piedini.

In questo negozio la Laura è tornata oggi, con un obiettivo che le sembrava assai più semplice: indicare a Babbo Natale un accessorio molto utile per la bici di Denis, e per la precisione un qualche tipo di porta-pacchi anteriore. Visto che con il sedile portabimbo installato (e nessuna previsione, vedi sopra, di disinstallarlo nel breve), Denis ha dovuto togliere le borse porta-oggetti dal portapacchi posteriore ed ora si ritrova in difficoltà quando gli capita, oltre al bimbo, di dover portare in bici qualche piccolo oggetto. E insomma, la Laura voleva prendergli l'equivalente di un cestino da bici, ma in versione un po' più virile... perchè siamo onesti, una bici da uomo col cestino fa un po' tanto Tinky Winky...

"Eh si" ha confermato il biciclettaio. Infatti generalmente loro le bici da uomo le vendono senza cestino, e tutto il discorso porta-pacchi viene relegato alla zona posteriore della bici, per la quale esistono pratici e virilissimi bauletti stile-moto, oltre alle famose borse, e naturalmente ai cestini rettangolari che comunque in alcuni design sono decisamente interessanti...

E vabè, ha chiesto la Laura... ma se uno la zona posteriore l'ha appaltata al porta-bambini come fa se ha qualcos'altro da portare?

"Mah, sa, signora... tradizionalmente un uomo ha già da portare il peso della famiglia... non è previsto che metta qualcosa anche sulla bici"

Improvvisamente la Laura ha avuto una visione chiara.

Del perchè le mountain bike rosa da 10" riescano ad essere perfettamente attrezzate di cestino, bauletto, e seggiolino porta-bambola mentre allo stesso prezzo per un maschietto devi litigare per farti lasciare il portaborraccia.

E' evidentemente in preparazione del futuro, fatto di donne con la spesa appesa al manubrio e uomini che già gli tocca pedalare, che altro vuoi.

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domenica, novembre 23, 2008

Ovviamente, eccezion fatta per i lettori di questo blog

No perchè la Laura lo sa benissimo che generalizzare è sempre sbagliato nella vita, ma farlo sulle pagine di un blog è automaticamente origine di litigoni enormi, alla fine dei quali per una scemenza perdi dei lettori cari eccetera. Quindi ci scusiamo in anticipo con tutte le persone che stimiamo sinceramente, anche se per qualche motivo indipendente dalla propria personalità  hanno scelto un'auto che a noi capita molto spesso di associare ad una specifico profilo di guidatore arrogante, pretenzioso e quasi mai rispettoso degli altri utilizzatori della strada.

Senonchè questa mattina la Laura, Denis e Valerio hanno perso un sacco di tempo per parcheggiare fuori dalla Fiera dove hanno portato Valerio a vedere la mostra degli uccellini. E OK, c'era un sacco di gente e questo è facile da accettare e tollerare. Un po' meno facile, mantenere il buonumore quando ti accorgi che in una situazione di emergenza-parcheggio ci sono un sacco di posti inutilizzabili perchè qualche deficiente ha parcheggiato fuori dalle righe. Decisamente difficile, poi, evitare i commenti poco politically correct quando ti rendi conto che in questi episodi di parcheggio-a-stracavolo c'è un lieve elemento in comune.




Per fortuna, mentre ci domandavamo se sbloggare le foto o mandarle direttamente alla Polizia Municipale, abbiamo notato un'altra tipologia di vettura parcheggiata fuori dalle righe:



Peccato non avere sottomano un pennarello per aggiungere: "se cosi' fosse, un fulmine avrebbe incenerito il tuo furgone nell'esatto istante in cui l'hai abbandonato a cavallo del MIO parcheggio!"

(ammettiamo però che la coincidenza della targa depone a loro favore!)

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venerdì, novembre 21, 2008

Sentimenti misti

Insomma alla fine la Laura ha preso coraggio ed ha portato Valerio a vedere com'è fatta la ludoteca del quartiere. E' fatta molto bene, se si pensa che è un servizio quasi totalmente gratuito ed operato da volontari... e ciononostante c'è un sacco di spazio, un sacco di giochi e, dopo una certa ora, financo un sacco di bimbi. Ecco svelato uno dei misteri su dove vanno i bambini di Wisteria Lane quando fa troppo caldo o troppo freddo per giocare al parco (cioè 355 giorni all'anno).

Certo, per la Laura è stato un po' un trauma vedere Valerio divertirsi un sacco a giocare con le esatte versioni in plastica e oltremodo malandate dei meravigliosi giochi di legno di eccelsa qualità che ha in camera sua.

Ma questo non è stato nulla rispetto al momento in cui la ludoteca si è riempita e una decina di bambini tra i 2 e i 3 anni ha azionato contemporaneamente una decina di giochi "luci e suoni", facendo desiderare alla Laura di avere in mano una sega elettrica con cui sterminare tutta la popolazione della ludoteca.

Per non parlare di quando si è accorta che il campionario umano-adulto medio della ludoteca è composto di nonni... e che quindi le sue probabilità di socializzare a propria volta con qualche sua coetanea sono e restano inverosimilmente basse.

Certo, la Laura ha cercato di consolarsi pensando a quante centinaia di giochi "di quelli che sul momento piacciono da impazzire e dopo qualche giorno finiscono nel dimenticatoio" potrà prendere in prestito solo per qualche giorno invece che affollare il già strapieno dimenticatoio di Casa Raffaella.

Ma è subito ripiombata in un ben più realistico stato di panico nell'esatto istante in cui Valerio ha risposto un SIII tutto gioioso alla domanda "allora ti è piaciuta la ludoteca?"

Insomma ci toccherà tornarci...

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Ci risiamo

Alla Laura non sembrava vero di aver trovato quasi subito un'inquilina carina e che pagava puntualmente l'affitto... e infatti quando meno il nostro conto in banca se l'aspettava, ecco che in un sol colpo si molla col fidanzato e ci rende il bilocale. Contattatemi con le istruzioni del piccichino li' a destra per maggiori dettagli, e se potete passate parola.... Grazie

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giovedì, novembre 20, 2008

Educazione alla non violenza: primi risultati

Che non le sarebbe stato possibile impedire a Valerio l'accesso alle armi giocattolo la Laura l'ha sempre saputo, epperò ha voluto lo stesso imporre i suoi paletti.

Non dicendo niente quando i legnetti del parco si sono trasformati in spade, ma facendo fare a Valerio il più attenzione possibile alla scherma alle olimpiadi. Che fosse chiaro che quello delle spade è un gioco con delle regole, e che la regola numero uno è che bisogna incrociare le spade, ma senza fare male all'avversario.

Ostentando la sua totale indifferenza, della serie "fai pure ma io questo gioco non lo faccio" quando le spade hanno iniziato ad essere usate come pistole. Sperando che passi prestissimo e da sola, prima di arrivare a formalizzare un conflitto dal titolo "in questa casa le armi da fuoco non entrano e basta".

E ovviamente, censurando nei limiti del possibile l'accesso del Pituffo ai media in cui si vedono/utilizzano le armi da fuoco. E spingendo molto sul "duello di magia", che in quanto sfida tra cervelli è molto, ma molto più figo della battaglia con le spade.

Insomma ieri sera Valerio e la Laura giocavano sul lettone.

V. Perchè piangi, Cenerella?
L: Perchè le sorellastre cattive hanno strappato il mio bel vestito
V: (estrae simbolicamente la bacchetta magica): BRUTTE SORELLASTRE! Adesso io vi sparo cosi' imparate che non si strappano i vestiti!!!

( ....!.... )

L: Ma Valerio! La Fata Smemorina ha la bacchetta magica per fare le magie, non il fucile per sparare...


V: è vero... GIAC! GAS! Venite qui! Prendete il fucile e andate a sparare a quelle brutte sorellastre!!!


...

Non ha ancora riempito una pistola ad acqua e già conosce il concetto di sicario.

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mercoledì, novembre 19, 2008

Post lamentoso

L'altra volta la Laura ha avuto qualche fastidio al nervo sciatico, ma col senno di poi nulla di drammatico. In compenso aveva orrende difficoltà digestive, reflusso, e soprattutto un violentissimo e costantissimo dolore alle costole. Perchè la pancia era alta, le dicevano.

Questo giro la Laura ha la pancia bassa e larga. Praticamente non si capisce dove finisce la pancia e dove cominciano le chiappe. Sarà che in assenza di difficoltà digestive la Laura sta ingrassando in modo vergognoso. In ogni caso, è da Luglio che la Laura ha una sciatalgia invalidante che sostanzialmente la obbliga al moto perpetuo, perchè anche se stare in piedi e correre dietro a Valerio la stancano in modo inverosimile e le provocano sgradevolissime contrazioni, nel momento esatto in cui guadagna la posizione orizzontale la Laura ha dolori atroci e non può più muoversi se qualcuno non la spinge/tira/sposta provocandole ulteriori atroci dolori.
"Perchè hai la pancia bassa e la bimba preme li'", le dicono tutti. E vabè, risponderebbe la Laura. Se solo qualcuno le spiegasse perchè le fanno male ANCHE le costole e la bocca dello stomaco, proprio come l'altra volta.

Ah, per la cronaca questa bimba non sembra essere particolarmente più lunga o più pesante della media... anzi, per non farla preoccupare il ginecologo non ha osato dire che sia piccola, si è limitato ad un estremamente elegante commento sulle "misure da signorina" della creatura. Non che alla Laura questo dispiaccia visto che sarà lei a doverla partorire...

Epperò, visto che lei non è nè troppo lunga nè troppo larga... e che la Laura ha raggiunto dimensioni più che elefantesche da che la ospita... Non è che qualcuno le darebbe una spiegazione credibile per tutti questi insopportabilissimi fastidi gravidici?

Dalla serie deliri gravidici abbiamo trasmesso lalaura | link | commenti (5)

 

martedì, novembre 11, 2008

Piccoli blogger crescono

Valerio e suo padre, visti insieme, sono come Lupetto ed Ezechiele Lupo, Gilberto e Pippo, eccetera. Anche di carattere. Ma piano piano, crescendo, il Pituffo inizia a mostrare una qualche affinità anche con quella santa donna della sua mamma, tra cui ad esempio l'impossibilità di rassegnarsi all'idea che in questa noiosa città i negozi non siano aperti la domenica. Per ora il problema è circoscritto ad uno specifico negozio, che ogni santo giorno è protagonista di un microdramma dal titolo "non solo non ci si può andare tutti i giorni, ma soprattutto è indispensabile starne un po' lontani in modo che Babbo Natale possa andarci senza esser visto e procurarsi le cose da mettere sotto al nostro albero".
Spiegazione che vale dal lunedì al sabato... perchè la domenica per fortuna in questa noiosa città i negozi sono chiusi, e quindi tantovale che Valerio verifichi di persona l'impossibilità di fare shopping, piuttosto che piangere e disperarsi a casa sua.

Così domenica, prima di andare a teatro, l'Allegra Famigliola è stata in piazza ad appurare che il negozio preferito fosse chiuso, e già che in effetti lo era ne ha approfittato per andare in una piazza a vedere i leoni e in un'altra piazza a rincorrere i piccioni. Solo che i piccioni non c'erano perchè era in corso  una festa del cioccolato all'interno della quale una nota cioccolateria varesina offriva ai bimbi e ai loro papà l'entusiasmante opportunità di un volo in una mongolfiera a forma di cuore di cioccolato della svizzera.

Insomma, una domenica abbastanza emozionante da vivere, se hai tre anni, e materiale sufficiente da sbloggare al lunedì mattina all'asilo, quando generalmente ai bimbi viene chiesto cosa hanno fatto nel weekend e la Laura va in acido quando scopre che il bimbo M che ha la mamma maestra d'asilo racconta sempre cose miratissime che finiscono sulla prima pagina del blog dell'asilo davanti alle avventure di Valerio. Ma ieri le mirabolanti avventure del bimbo M ed anche quelle di Valerio sono doverosamente passate in secondo piano rispetto al fatto che era arrivata la cartolina che il bimbo F aveva spedito agli amici dalla vacanza in Africa da cui è rientrato da poco.

Ma come dicevamo, Valerio sta cominciando ad assomigliare alla sua mamma, anche in quel che riguarda l'istinto di protagonismo da blog dell'asilo... e infatti risulta che sul più bello del racconto su leoni, zebre e giraffe egli abbia affermato:

Anche io sono andato in Africa!
(....????....)
Solo che era chiusa e allora sono andato a vedere se c'erano i leoni in piazza.

Dalla serie cose da bimbi, adesso ti sbloggo abbiamo trasmesso lalaura | link | commenti (9)

 

domenica, novembre 09, 2008

Mai pensare di aver visto tutto

La Laura e Denis portano Valerio a teatro e l'esperienza si rivela oltremodo positiva fino a circa il 90% della rappresentazione, punto oltre il quale il Pituffo ha raggiunto e superato la sua capacità di rimanere fermo e concentrato al buio, obbligandoci ad un'uscita dal teatro oltremodo rapida e concitata.

Senonchè la Laura si è resa conto che, bimbo o non bimbo, lei per costituzione e la sua pancia per buona misura non sono capaci di uscire da un teatro senza prima passare dal bagno, e quindi decide di tornare dentro prima che sia troppo tardi per raggiungere il bagno di casa.

A questo punto voi dovete immaginare di essere un giovane addetto del teatro e che vi rivolga la parola un essere umano caratterizzato da alcuni elementi tipo i capelli lunghi, il viso truccato, una grossa borsa a tracolla, una vocetta fin troppo acuta e financo una pancia ormai inequivocabilmente gravidica...
Per aggiungere un elemento all'identificazione del genere di questo essere umano, aggiungete che vi sta rivolgendo una domanda che statisticamente tende ad appartenere con maggior probabilità ad un umano portatore di doppio cromosoma X, tipo "scusi, mi sa dire dov'è il bagno?"

Ebbene costui, sinceramente imbarazzato, ha risposto "intende dire il bagno delle donne?"

La Laura gli ha risposto con uno sguardo di compatimento che voleva suonare come "secondo te?" ma anche come "e comunque quand'anche fossi un trans credo che vorrei comunque usare quello delle donne" ma che molto probabilmente ha tradito anche una certa urgenza della serie "guarda, per come sto messa non c'è problema, indicami pure il più vicino".

Il che obbliga la Laura ad un'accurata riflessione sul proprio look...

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venerdì, novembre 07, 2008

I tempi non sono maturi

A parte che anche quando la crisi economica non era così drammatica fare la spesa al supermercatino bio era appena un po' meno salassevole che farla in gioielleria, direi che possiamo essere tutti d'accordo, e soprattutto che il commesso del supermercatino bio dovrebbe essere ben consapevole, che con i tempi che corrono (e i soldi che non girano) oggi, una che va a comprare qualcosa al supermercatino bio, fossero anche solo quelle due cose che proprio non può trovare al supermercatone globalone, è perchè crede nel biologico, e quindi anche nell'ecologia, nel rispetto dell'ambiente eccetera.

Ed è stato solo dando per scontata questa minuscola certezza della sua vita, che quando Valerio ha provato a farsi comprare una confezione di playmais furbescamente posizionata in zona-cassa del supermercatino bio, la Laura ha osato chiedere al cassiere "ma com'è possibile che queste costruzioni biodegradabili che si sciolgono nell'acqua in pochi istanti costino molto più dei mattoncini Lego che durano nell'ambiente per milioni di anni e possono passare di generazione in generazione?"

"Eh, no, ma, sa, sono prodotti vegetali coltivati biologicamente che già costa di più, poi i coloranti naturali costano molto più di quelli artificiali, e siccome ancora poche persone ritengono di dover investire per rispettare l'ambiente, i volumi di produzione sono ridotti e questo non consente di realizzare le economie che le grandi multinazional..."

OOOOH! STAVO SCHERZANDO!!!

Non c'è santo che tenga: finchè le persone eco-bio-eticamente orientate non la smetteranno di prendersi così sul serio, le scelte eco-bio-eticamente orientate non diventeranno mai di moda. E questo è un gran peccato.

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