Intanto apro un blog, poi si vedrà.




 

martedì, dicembre 30, 2008

Caro, avremo un bambino /4: cose fatte in casa

Con Valerio il problema non si era posto, perchè al tempo avevamo un certo problemuccio di servitù di passaggio... che è poi all'origine dell'acquisto di Casa Raffaella: non avevamo un accesso indipendente alla nostra casa, e di conseguenza un posto dove affiggere il classico fiocco-da-nascita.

Insomma abbiamo dovuto fare un altro bambino per renderci conto di quanto cavolo possa costare un fiocco-nascita acquistato in un negozio. Decisamente troppo per un oggetto destinato giusto a stare qualche giorno ad impolverarsi a bordo strada. Visto che per ovvi motivi, quando decidi di scegliere il nome dei tuoi figli in sala parto, non hai certo il tempo di fare il quadretto a punto croce con il nome, la data di nascita, il peso e i coniglietti da tenere poi appeso in cameretta per l'eternità.

Quindi, per la serie "vorrei ma non posso tollerare di spendere così i miei soldi" vi presentiamo la nostra soluzione, realizzata in un'ora senza ago e senza filo e con una spesa totale di circa cinque euro.

Siamo andati in merceria ed abbiamo comprato un metro di tulle rosa (che era pure troppo, ma ci hanno guardati male quando abbiamo chiesto se ne vendevano lotti inferiori!) e un pezzo di nastro di raso, sempre rosa ma più scuro. In casa avevamo del nastro da pacchi natalizio di Ikea, bianco e argentato. L'abbiamo comprato tutto e non costava pochissimo, ma di fatto abbiamo riutilizzato il pezzettino già tagliato che chiudeva il regalo di compleanno del papà, e quindi lo teniamo fuori dal budget.

Poi ci siamo appoggiati all'asse da stiro, su cui abbiamo posato una foderina di pile su cui è diventato più facile puntare degli spilli, che servono per tenere fermo il tulle scivoloso.


Ripieghiamo su sè stesso il metro di tulle quattro o cinque volte, ottenendo quindi una striscia alta circa 10 cm e lunga 3 metri (che è l'altezza standard del tulle) e lasciando una coda di circa 30cm (si può sempre tagliare dopo) lo puntiamo al piano di lavoro con due spilli.



e poi lo puntiamo anche dall'altra parte, ad una distanza pari al diametro che desideriamo per il lavoro finito.

Con estrema pazienza, togliendo e rimettendo ogni volta gli spilli ai quattro angoli, pieghiamo il tutto a fisarmonica fino a lasciare una coda circa uguale a quella iniziale.



A questo punto, facendo attenzione a non scardinare gli spilli, leghiamo al centro con il nastrino da pacchi Ikea. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, teniamo questo fiocchetto il più piccolo possibile, con le code il più lunghe possibile.


Stacchiamo finalmente gli spilli e scompigliamo il nostro mucchietto, fino a fargli raggiungere il volume desiderato.



A parte facciamo un semplice fiocco con il nastro di raso...


... e lo fissiamo al centro del fioccone di tulle utilizzando le code del nastro bianco, che a questo punto infiocchetteremo con cura.

Il fiocchetto fatto per primo sarà ora sul retro del lavoro, e convenientemente orientato servirà per appendere il fiocco vicino alla porta di casa, cosi':



Se vi serve (la nostra porta è all'interno di un cancello condominiale e chi arriva a una distanza sufficiente per leggere non ne ha più bisogno)  si può pinzare alle code un bigliettino, che dica qualcosa del tipo:

Clara Letizia è nata questa notte all'1.40. E' stata fatta in casa pure lei, ma vi garantiamo che ci è riuscita MOLTO meglio di questo fiocco!

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lunedì, dicembre 29, 2008

Durerà?

Sai sorellina, poi quando vieni fuori se tu vuoi una cosa io te la dò: se vuoi il mammuth io te lo dò, se vuoi un suricato io te lo dò, e poi domani quando avrò un cigno, se tu vuoi un cigno io ti dò anche il cigno.

... promesse di grande dedizione fraterna.... o un modo come un altro per dirci che Babbo Natale si è dimenticato un animaletto della lista e bisogna prontamente recuperare alla riapertura dei negozi?

Lo scopriremo nelle prossime puntate!

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mercoledì, dicembre 24, 2008

A tutti quanti voi


I nostri più sentiti (e financo un po' trafelati) auguri per un sereno Natale. Che Babbo Natale possa portarvi  tutto ciò che che desiderate, tutto ciò di cui avete bisogno ed anche la pace nel mondo, via.

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venerdì, dicembre 19, 2008

L'ecologia non è un destino

Non avendo ragionevomente nulla da comprarle nei settori abbigliamento, arredamento e puericultura pesante, la Laura sta insistendo nella preparazione del corredino della sorellina in tutto quel che riguarda il settore beauty-case.
La Laura ammette con un certo orgoglio che in questo campo si sente pronta a rifare tutte le scelte fatte a suo tempo con Valerio. Alla generosissima donazione alla linea-calendula Weleda si era provveduto tempo fa,e quindi mancava solo l'indispensabile olio di mandorla dolce. A questo scopo (e anche per prendere qualche marmellatina da infilare nelle calze delle befane dei nonni) la Laura qualche giorno fa era andata al solito supermercatino bio, e sinceramente non è in grado di dirvi, oggi, se ad essere radicalmente diversa sia la marca dell'olio di mandorle, o la sua percezione di un prezzo equo passando dal primo al secondo figlio, o il suo potere d'acquisto in questo periodi di crisi... fattostà che l'unico olio di mandorle in vendita costava esattamente sessanta euro al litro. Ottimo prodotto per carità, la Laura conosce bene quella marca e vi potrebbe consigliare un sacchissimo dei loro prodotti senza eguali... ma questa volta non se l'è sentita.
E cosi' ha dato una googlata ed ha trovato questo sito simpaticissimo che fino ad ora aveva solo sentito nominare, e prontamente ha deciso che diciannove euro e nocciole, malgrado le spese di spedizione, erano un prezzo ragionevolmente competitivo per un litro d'olio di mandorle.

Che è arrivato oggi, anche con un certo anticipo rispetto ai tempi di consegna promessi.

Presa da un misto tra slancio creativo-risparmioso-ecologista e insofferenza totale per lo smaltimento dei materiali da imballaggio, la Laura propone a Denis, che si trova momentaneamente spiaggiato sul divano a smaltire i postumi dell'ernia, di infilare una lunga collana con queste patatine di polistirolo, da utilizzare per provare a guarnire in modo decente l'alberino di natale che sta fuori, che alla fine era stato decorato solo con una pulciosissima striscia d'argento che lo rendeva ancor più triste di un sempreverde moribondo (eh, si... ) privo di decorazioni sotto Natale.

Parecchio tempo dopo, quando ormai Denis è presissimo dalla sua ormai lunghissima collana di patatine di polistirolo, alla Laura viene un flash.

"senti non è che questi tizi fito-ecologici hanno pensato bene di imballare con le patatine di polistirolo di mais, quello che appena sente l'umidità si scioglie senza lasciare tracce nell'ambiente?"

Denis l'ha guardata come si guarda un grosso punto interrogativo, e poi ha guardato il suo paziente lavoro e non ha detto niente. In ogni caso, visto che Valerio cominciava ad interessarsi alla collana misteriosa e a dare segno di volerla ingarbugliare in modo definitivo, la Laura si è affrettata a portare sull'albero il prezioso manufatto.

Svariati minuti di tentativi e scarsissimi risultati dopo, la Laura rientra in casa seriamente intenzionata ad acquistare in saldo un albero in plastica con le decorazioni a fibre ottiche da posizionare in giardino l'anno prossimo, anzichè sbattersi a far sopravvivere un sempreverde spacciato e poi decorarlo male.

Nota che Denis ha una faccia strana, e pensa che si sia affacciato a guardare lo svolgersi del lavoro e sia particolarmente deluso della pessima riuscita del lavoro finale, e invece lui dice

"Sai, alla fine era avanzata una patatina di polistirolo che non avevo messo nella collana, e cosi' per curiosità l'ho messa sotto l'acqua: è scomparsa in pochissimi secondi".

Vorremmo farvi vedere il nostro alberino decorato malissimo con la collana di patatine di polistirolo eco-biologiche, ma essendo buio bisogna che ve lo fotografiamo domani mattina. Se non piove, è chiaro.

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La genetica non è un'opinione / 2

Valerio e il papà stanno giocando con gli animaletti.

V: allora tu tieni il leopardo e io tengo il ghepardo

D: ok. Ghepardo, tu che cosa mangi?

V: Io mangio le mele.

D: Ma dove le trovi le mele nella savana?

V (con un tono che sottointende "ovviamente"): al supermercato!




....Qualcosa ha preso anche da me!

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mercoledì, dicembre 17, 2008

Caro, avremo un bambino /3

O, della scelta del passeggino. Che poi per la primipara diventa più o meno automaticamente il mitico TRIO. Lo scrivo maiuscolo pregandovi di pronunciarlo con la vocione profonda e catarrosa del mostro cattivo e minaccioso.

Perchè in effetti l'oggetto che a prima vista avrebbe tutte le caratteristiche dell'acquisto risolutivo, altrimenti detto tutto quello che vi servirà nei prossimi tre anni, è il più solennissimo e colossalissimo pacco che l'industria della puericultura pesante appioppa ai neogenitori.

Tanto per cominciare, un Trio ha un prezzo complessivo che può variare da quello di una city bike modello base a quello di un cinquantino super accessoriato. E vabè che è il primo mezzo di trasporto del nostro adorato figlio, però.

Per aggiungere al danno economico la beffa, un trio si compone al 66% di parti che saranno usate per due, tre, massimo sei mesi. Pochissimi bambini infatti tollerano di restare sdraiati in carrozzina dopo il compimento del terzo mese (la maggior parte si scoccia prima), e di questi la maggior parte supera l'altezza massima che permette di viaggiare nell'ovetto senza sbattere i piedini nel sedile ben prima di aver raggiunto i nove chili di peso massimo dell'omologazione-auto dell'ovetto medesimo.

Dopodichè si scopre che il rimanente 33% dell'acquisto, la parte ovvero che si supporrebbe di utilizzare nei famosi "prossimi tre anni", è di fatto progettato per incastrare alla perfezione il 66% di cui sopra, più che per rispondere alle esigenze di un nanetto che inizia a deambulare e dei relativi genitori. Si tratta infatti nella maggior parte dei casi di un oggettone tra i 10 ed i 15 chili di peso, non praticissimo da manovrare e financo in grado di riempire completamente la maggior parte dei bagagliai delle auto in commercio (escluse quelle in cui non entra proprio).

E questo spiega il motivo per cui, a fronte di un quasi 100% di genitori che acquista "il trio che contiene tutto l'indispensabile per il trasporto del nano fino all'età in cui manovrerà automaticamente la sua biciclettina", è perfettamente vivo, attivo e fiorente il mercato dei passeggini "dai sei mesi in poi", tipicamente caratterizzati da maggior leggerezza, miglior manovrabilità e un ingombro in auto decisamente più compatibile con le esigenze dell'umanità media.

Quando è stato il suo turno di acquistare il trio la Laura, che pure non si era ancora resa pienamente conto dell'enorme fregatura insita nel progetto, era stata abbastanza lungimirante da limitarsi ad un "duo", rinunciando all'ovetto a favore di un più longevo seggiolino auto del gruppo 0+/1.

Avrebbe rinunciato anche alla carrozzina, se non avesse avuto la prospettiva di un autunno-inverno che rendesse necessaria una protezione extra alle giovani membra del suo futuro figlio.

O se avesse saputo che a Valerio la carrozzina non sarebbe particolarmente piaciuta, e sarebbe stato necessario trasferirlo nel passeggino ben prima della fine dell'inverno.

O che Valerio sarebbe cresciuto rapidissimamente fino al punto in cui la carrozzina sarebbe stata una soluzione di trasporto decisamente sacrificata.

O forse questo è quello che la Laura ha voluto credere, per giustificare a sè stessa il botto di soldi spesi in un oggetto che si è poi rivelato sostanzialmente inutile.

Perchè in effetti, se proprio vogliamo parlare di misure...


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martedì, dicembre 16, 2008

Pensavate di poterla scampare?

... è solo che tra nausee, sciatica e reflusso ci stavamo quasi dimenticando di scattarle...



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sabato, dicembre 13, 2008

Ciao Cicles



E cosi' succede che la mia bimba non conoscerà nemmeno la nonna-cana più tenera che si possa immaginare di avere...
Ormai non c'è solo il dolore, è proprio angoscia allo stato brado.
Volevo aspettare che nascesse la bimba per aggiornare la colonna dei personaggi e interpreti, ma inizio a pensare che la toglierò per sempre... ormai metterci mano inizia ad essere davvero doloroso.

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venerdì, dicembre 05, 2008

Scelte programmatiche

L'altra volta con Valerio la Laura si era lasciata molto impressionare dall'idea che l'uso del ciuccio potesse in qualche modo pregiudicare il successo dell'allattamento. Ovviamente le ci è voluto pochissimo per rendersi conto che il mondo era pieno di bebè che ciucciavano allegramente, e alternativamente, sia dal ciuccio che dalla mamma. E che evidentemente il rischio di confusione era più elevato nel testolino delle fanatiche dell'allattamento che non in quello dei bebè che i vantaggi della tetta li stavano sperimentando in diretta.
Solo che a quel punto sembrava che Valerio proprio non lo volesse, il ciuccio. Finchè non gli è venuta un'orribile botta di acidità di stomaco, rispetto alla quale il ciucciare "a vuoto" era probabilmente più consolatorio che non il continuare a mandar giù latte da far cagliare. A quel punto Valerio è diventato un convinto ciucciatore di ciuccio... per qualche mese. Poi ci ha rinunciato del tutto, spontaneamente.

E alla Laura questo ha fatto molto piacere. Non tanto (ma comunque anche!) perchè le fanno un po' impressione i bimbi grandicelli col ciuccio, quanto perchè le ha fatto veramente schifo l'atteggiamento con cui la maggior parte degli adulti con cui lei e Valerio si sono relazionati hanno interagito col ciuccio di Valerio. Sostanzialmente trattandolo come se fosse stato un tappo, un interruttore, qualcosa insomma da infilare in bocca al pupo in automatico al primo nghè. Tipicamente, la stessa persona che mi disapprova perchè dò la tetta a mio figlio appena me la chiede, cerca di tappargli la bocca col ciuccio ancora prima di scoprire se il bimbo vuole parlare, piangere o ruttare. Altra cosa simpatica, i commentini di sufficienza quando il pituffo osava rifiutare la preziosa offerta: "beh certo, se lo può permettere visto che tu gli lasci usare la tua tetta, come ciuccio".

Ora, sorvoliamo sull'ovvio dettaglio che di fatto è il ciuccio di caucciù ad essere un sostituto artificiale della tetta della mamma e non viceversa, e concentriamoci a benedire i nostri angeli custodi che Valerio abbia usato il ciuccio solo nella misura in cui gli è servito, ovvero tenere giù il reflusso acido fino al giorno in cui non ha iniziato a prendere le pappe.

Stacco, due anni e mezzo dopo.

Valerio inizia la scuola materna, e la prima cosa che ha scandalizzato le insegnanti è stata scoprire che egli non è dotato di rituali rassicuranti o oggetti transizionali di alcun genere. Povero bambino. A tre anni, già all'asilo senza orso nè pezzuola nè ciuccio da ciucciare in emergenza. E soprattutto povere maestre, che si vedranno obbligate a chiedergli quale sia il suo bisogno e soddisfarlo senza palliativi.

Pare infatti che la maggioranza dei compagnucci treenni usi ancora largamente il ciuccio. Beh, pensa la Laura: ci sta tutta... sono pur sempre piccoletti, affrontano un'espreienza pur sempre stressante... e in fondo si consolano con un qualcosa molto poco impegnativo per gli adulti. Ringraziamoli finchè dura.

Eeeeeh, no! Non è mica cosi' semplice...
Tutti i bambini ciuccio-dotati sono infatti nel bel mezzo di un tentativo di disassuefazione che in confronto gli alcolisti anonimi ce l'hanno facile. Soprattutto perchè nessuno di molto più grosso di loro gli requisisce fisicamente l'oggetto dei desideri.

Insomma la Laura ha benedetto la sua fortuna e ha deciso che togliere il ciuccio a un bimbo è una pratica crudele, e non c'è rischio ortodontico che ridimensioni la crudeltà di questa pratica.
Contestualmente la Laura ha anche deciso che non proporrà il ciuccio alla sua bimba a meno che questo non diventi strettamente indispensabile per qualche motivo, e che comunque in questo caso non pretenderà mai di imporre di propria iniziativa l'abbandono del ciuccio medesimo.

Dopodichè è venuto Natale e ai bimbi dell'asilo è stato chiesto di dire quello che sapevano sul tema.

E il bimbo G, quello dolcissimo, simpaticissimo e spassosissimo da vedere quando arriva la mattina sfoggiando un costume da supereroe e il ciuccio, ha dichiarato:

E poi viene Babbo Natale a portare via i ciucci ai bambini.


Alle maestre dell'asilo di Valerio che non hanno fatto chiarezza e ai genitori che hanno raccontato quest'orrenda storia ai figli, la Laura augura che la notte di Natale qualcuno si infili in casa loro e porti loro via un qualche oggetto prezioso.

A tutti i bimbi la Laura augura corde vocali potentissime per difendere il proprio diritto a consolarsi come meglio credono, alla faccia delle aspettative di chi un giorno gli ha insegnato a ciucciare il ciuccio e oggi vorrebbe decidere che basta.

E alla sua bimba che non è ancora nata, la Laura augura di non avere mai bisogno di ciucciare il ciuccio... perchè non è detto che la sua mamma voglia correre il rischio, ora che sa.

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lunedì, dicembre 01, 2008

Ritardante per lei

La differenza più sostanziale che la Laura ha notato tra la prima e la seconda gravidanza non è la misura in cui l'impossibilità di riposarsi a proprio gusto complichi le cose (parecchio, anyway), ma la diversa prospettiva che si assume rispetto all'attesa.
Tipo che il primo non vedi l'ora di partorirlo, e il secondo lo vorresti in pancia per sempre. Che poi no, non è vero nemmeno quello. Diciamo che il primo inizi a volerlo partorire nel momento in cui ti dicono che da oggi in poi non sarebbe poi cosi' gravemente prematuro, e invece col secondo ti guardi bene il calendario che va dall'inizio della trentottesima alla fine della quarantunesima e ti auguri che scelga una data e un'ora comode per tutti.
Il che, molto probabilmente, deriva dall'amara consapevolezza che non è vero quello che tutti ti dicono quando non hai esperienza, e cioè "tieni duro, poi le cose migliorano" bensì il contrario: "qualunque cosa della maternità ti stia stressando in questo momento goditela, presto la rimpiangerai perchè starai affrontando qualcosa di ancora più difficile".

E insomma, senza minimamente andare in paranoia su pensieri davvero ansiogeni come il sonno notturno, le ragadi il reflusso e le colichine, la Laura più procede la gravidanza più si ritrova a ricordare cosette gioiose che aveva rimosso. Tipo la cacca liquida arancione, le bave, le pappe sputacchiate, il mese esatto a partire dal quale è possibile servire il glutine. E soprattutto chi caccchio si ricorda più dove sta il glutine e dove no.

Insomma, un po' per affrontare le cose gradualmente e un po' perchè non vorrebbe mai partorire in anticipo sotto Natale con le cose fatte a metà, la Laura è andata in farmacia a fare un po' di spesa pro-primi-giorni.

Cavolatine che tanto non scadono, come i pannolini taglia 2-5, la cremina zinco e calendula, le retine per il cordone ombelicale...

E poi erano quasi tre anni che la Laura non esplorava quell'angolo della farmacia, che nel frattempo è stato completamente riorganizzato (pur senza lanciare nessun sostanziale nuovo prodotto, ahimè).

Posso aiutarla?

Si, non trovo gli assorbenti post-partum.

Eccoli.

La Laura guarda lo scatolone, poi la farmacista, poi le cose che ha in mano... e di colpo mette tutto in terra e dice "no grazie, vedrà che tanto questa nasce tardi".

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