Intanto apro un blog, poi si vedrà.




 

venerdì, gennaio 30, 2009

Complemese

Probabilmente è scaduto il termine per l'esercizio del diritto di recesso perchè oggi la Clara ha avuto il suo primo pomeriggio da bimbetta rompiscatole.

Ma tanto non l'avremmo esercitato comunque, il diritto di recesso.

Perchè questo primo mese è volato, ma è anche come se la Clara fosse con noi da sempre...

(e poi è belissima!)

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mercoledì, gennaio 21, 2009

Traggedia

si è rotta la lavastoviglie!

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lunedì, gennaio 19, 2009

Idee cercansi

C'è da rifare la cucina di Casa Raffaella. Come al solito, avremo bisogno di voi!

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sabato, gennaio 17, 2009

Caro, tra una decina d'anni avremo un figlio adolescente

La Laura ha una sindrome di Peter Pan completamente incurabile, ma è obbligata ad ammettere che sono passati un sacco di anni da quando lei era adolescente e che molto probabilmente, anche se lei si sente giovanissima, gli adolescenti che la incontrano oggi, magari coi bimbi, pensano di vedere una "signora".

Ciònonostante, la Laura ricorda benissimo che i buchi nei jeans andavano già di moda ai tempi della sua adolescenza. Per simulare l'effetto "veramente sdrucito" si facevano con la limetta da unghie, e forse per facilitare la laboriosissima operazione il posto prediletto per farli era la coscia, al limite il ginocchio. Entrambi, se si voleva sembrare dei veri alternativoni sdruciti.

Qualche anno dopo, quando ormai i suoi jeans (quelli sopravvissuti alla fase dei buchi) avevano addosso abbastanza anni di vita da potersi bucare senza l'aiuto della limetta, la Laura si è procurata in modo del tutto casuale il nuovo buco trendy: quello posteriore, esattamente localizzato nel punto in cui la coscia diventa chiappa. Ma ha preferito regalare questa opportunità modaiola ad un giovane utente della Caritas.

Recentemente la Laura aveva intraletto e intrasentito che il buco nei jeans è ancora trendissimo soprattutto tra i maschietti, e si localizza nella zona dell'inguine. Alla Laura di questa notizia non gliene potrebbe fregare di meno, senonchè qualcuno ha nominato questo buco nei jeans alla radio ieri, e stamattina la Laura era seduta in autobus davanti a un adolescente che lo sfoggiava. E cosi' il suo sguardo si è fermato forse tre secondi più del dovuto sui jeans bucati mentre la Laura pensava "toh guarda, i jeans bucati a livello dell'inguine".

Ma l'adolescente in questione se n'è accorto ed ha prontamente chiuso le gambe stile verginella pudica, arrossendo come un peperone. Alla Laura è un po' dispiaciuto di averlo messo in cotale imbarazzo, ma poi ci ha pensato meglio: che altro motivo c'è per farsi un buco nei calzoni a livello delle mutande, se non quello di farselo guardare? E soprattutto, possibile che il ragazzo non si sia accorto che la signora che gli stava guardando un buco nei jeans attraverso il quale peraltro non si vedeva assolutamente niente, aveva a sua volta una tetta di fuori?

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mercoledì, gennaio 14, 2009

Questioni di peso

A dimostrazione del fatto che tutti i figli son diversi e le mamme esperte non esistono, questo blog sta muovendo i primi passi fuori da un micro-incubo legato al peso della Clara, che sembrava non avere voglia alcuna di recuperare il suo già esiguo peso-alla-nascita. Insomma non fosse stato per la fattiva collaborazione di Valerio non è certo che avrei ancora latte, e comunque un bell'ingorgo non me l'avrebbe risparmiato nessuno: abbiamo infatti rischiato di aggregarci al folto gruppetto di mamme che "io il latte ce l'avrei avuto, ma lei non si attaccava". Che poi ci devono spiegare come hanno convinto i figli ad attaccarsi al biberon, che io con la mia ho avuto problemi anche con l'apposita siringa per l'alimentazione (s)forzata col latte tirato.
Ma in qualche modo ce l'abbiamo fatta, rimaniamo microbimbe alquanto snelle ma almeno pesiamo qualche grammo in più di quando siamo nate e tanto basterà al pediatra, se e quando ci decideremo a sceglierne uno.

La Laura parla al plurale perchè ogni tanto le piace atteggiarsi a mamma zuccherosa, che di fatto lei il calo fisiologico non ha idea di cosa sia: con grande preoccupazione di Valerio, che continua a controllare che non ci siano altri bimbi nella panciona della mamma, la Laura non ha ancora spostato nemmeno mezzo bottone dai suoi pantaloni premaman. E considerando che ne ha solo due paia, e che li indossa da ottobre.... non è che le prema cosi' tanto tornare secca come prima di restare incinta, ma almeno entrare nella taglia di jeans di suo marito sarebbe un grosso contributo al futuro del suo look. Ho messo il ticker vicino ai compleannometri dei bimbi, cosi' potrete monitorare l'evolversi del dramma (sempre che il dramma intenda evolversi... cosa che comunque non sapremo prima che finiscano i saldi nei negozi taglie più).

Insomma, se non ci vedete sbloggare niente è perchè non potendo fare la dieta stiamo cercando di camminare, camminare...

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mercoledì, gennaio 07, 2009

Datemi una sega elettrica

Quando è nato Valerio era quasi ottobre ma c'erano ancora quasi trenta gradi. E lui, poverino, sfoggiava il suo guardarobino autunno inverno in braccio a una mamma in ciabatte e canottiera. E le babbione che li incrociavano domandavano alla Laura se non aveva un cappellino da mettergli, al povero bambino. E la Laura faceva uno sforzo sovrumano per non rispondere male alle babbione, e mica sempre ci riusciva.

Quando è nata la Clara aveva appena smesso di nevicare, ma era tutta una finta infatti sta di nuovo nevicando. Solo che avevamo finito i pannolini, e allora la Laura è andata a comprarli nel posto più vicino, e aveva molta paura.
Di scivolare sulla neve, farsi male e non riuscire a riportare a casa la Clara.
O che una macchina perdesse il controllo e finisse loro addosso.
O che alla Clara venisse fame, e come si fa a darle da mangiare sotto la neve o a correre a casa con la neve in terra.
O di arrivare tardi e trovare chiusa la farmacia.
Ma è arrivata in tempo e anzi, c'era ancora una babbiona davanti a lei in fila.

E la babbiona ovviamente non si è potuta risparmiare il "povera bambina, portata fuori sotto questa neve" che già alla Laura sta un po' antipatico. Ed ovviamente ha dovuto aggiungere il mitico "prenderà freddo".

La Laura ha guardato sua figlia.
Quel poco che spuntava da sotto il cappellino.
Avvolta nella tutina calda che a suo tempo fece sudare suo fratello.
Avvolta nella tutona da sci col cappuccio.
Avvolta nel sacco a pelo di pile
Infilato nel passeggino sigilato dalla cappottina impermeabile già un po' appannata.

La Laura non è certa di riuscire  a sopravvvere ad una seconda orda di babbione senza finire in galera.

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giovedì, gennaio 01, 2009

Astenersi gravide e aspiranti!

Tanto per evitare le polemiche, ed anche perchè ce ne manca di fatto il tempo, ci asterremo dal cercare (presentandoci sotto casa degli autori!)  tutti i commenti lasciati su questo blog negli ultimi nove mesi sul tema "vedrai che il secondo parto è più rapido ed indolore del primo". Che considerando che avevo sfornato Valerio in sei ore nette, quasi avevo gli incubi in cui partorivo all'improvviso e senza preavviso.

E INVECE!

Tanto per farmi pentire di aver taciuto ai più la data presunta, con l'obiettivo di fare un annuncio a sorpresa, la piccola, piccolissima, praticamente minuscola Clara l'ha fatta lei a me, la sorpresa. O quasi. Ma vabè, vi tocca il riassunto delle puntate precedenti...

La vera data presunta della Laura era il 4 gennaio, però il ginecologo aveva voluto scrivere 5 sulla cartella clinica. Eppure tutte le misurazioni ecografiche confermavano quello che la Laura sapeva fin dal momento esatto in cui era successo: la Clara è stata concepita quattro giorni dopo la data presunta dell'ultima ovulazione. E pertanto la Laura considerava l'8 di gennaio, augurandosi che il tutto succedesse mentre Valerio era all'asilo.

Ciononostante, la Laura non poteva fare a meno di pensare che gli asili comunali di questa città accolgono solamente i bambini che compiono tre anni nell'anno dell'iscrizione, e che quindi per una settimana la sua piccola rischiava di sciropparsi (e di farle pagare!) un anno in più di asilo nido. Insomma la Laura un po' ci sperava, di partorire nel 2008.

Però l'ultima luna del 2008 era quella del 27 Dicembre, e non essendo successo niente in quella data la Laura, che tra l'altro aveva confuso la sindrome del nido con una ritrovata forma fisica, si era messa tranquillamente ad aspettare il fisiologico scorrere degli eventi, senza sapere di avere in pancia una miniatura di bebè che si preparava a sconvolgerle tutte le certezze sul parto.

Che più o meno si possono riassumere così. (mai detto di avere "tante" conoscenze sul parto!)

La fase prodromica che dovrebbe durare 5-6 ore nella primipara e meno nei parti successivi, per la Laura è iniziata all'alba del 28 dicembre. Le contrazioni sono state "indolori, regolari ed in avvicinamento" fino alle 17 circa, ora in cui si sono trasformate in contrazioni dolorose (proprio come quelle di quando poi è nato Valerio), irregolari ed in vago avvicinamento. Intorno alle 4 del mattino del 29 si assestano ogni 7 minuti fino alle 4,30. Poi spariscono. Salvo riprendere, ugualmente dolorose ma totalmente irregolari, nella tarda mattinata del 29.

La situazione si risolta intorno alle dieci di sera, quando Denis ha deciso che anche se l'intervallo non era ancora perfettamente nè regolare nè di cinque minuti, LUI chiamava le ostetriche, che si sono prontamente materializzate. Tre, come Flora Fauna e Serenella. Ma molto, molto più benvenute!

(vantaggio numero uno del parto in casa: la differenza fondamentale tra dover dire "bene, è ora, andiamo in ospedale" con tutto il lavoro organizzativo che ne consegue, e aspettare comodamente (vabè!) in pigiama sotto al piumone il momento più opportuno per sollevare la cornetta e dire "bene, è ora, venite qua").

Sono rimaste poco, però...  perchè al di là di confermare che le danze potevano ufficialmente dirsi aperte, non è che ci fosse molto altro da fare... e cosi' ci hanno salutati, con la promessa di tornare dopo un paio d'ore se non le avessimo richiamate noi prima.

(vantaggio numero due del parto in casa: non sei tu che bussi alla porta di estranei come Maria Giuseppe e l'asinello, per chiedere ospitalità ed assistenza in un posto estraneo con persone estranee, implicitamente accettando di adattarti a delle procedure precostituite: è qualcuno che bussa discretamente a casa tua. Ed ha la sensibilità di accorgersi che stai facendo uno sforzo sovrumano per garantirgli un minimo di conversazione nei cinque minuti che separano le tue contrazioni, e di conseguenza ha il buon gusto di defilarsi e lasciarti concentrare sul tuo lavoro, finchè non inizia la sua parte).

Cosi' la Laura e Denis (che hanno sempre detto di voler partorire in casa, ma mai di voler partorire in un'atmosfera rarefatta, noglobal e zen) si sono guardati tra atroci sofferenze un paio di puntate arretrate di Desperate Housewives prima che si rompessero le acque.

Giusto il tempo di asciugare il parquet e spegnere il videoregistratore, le nostre tre fate madrine sono riapparse, e pochi istanti dopo nasceva Clara: due chili e ottocentosettanta grammi per quarantotto minuscoli centimetri di bambina inca22ata come una biscia. Lei, vi rendete conto?

(vantaggio numero tre del parto in casa, quello ovvio che lo sanno tutti: nessuno ha fretta di tagliarti il cordone, lavarti il bambino eccetera. E mentre voi vi prendete il vostro tempo per respirare e riconoscervi, loro rapidissimamente raggruppano tutte le tracce dell'accaduto in un saccone nero dell'immondizia e vi preparano un divano pulito, accogliente e a prova di macchia dove finire di rilassarvi. Mentre il papà prepara il tè e il panettone e timidamente si iniziano ad azzardare dei commenti sul fatto che la creatura è venuta al mondo con in sottofondo una televendita di capelli trapiantati.)

(Vantaggio numero quattro del parto in casa: alla fine, stanchi ma felici, tutti se ne vanno a fare la nanna nel loro lettone. Dove per inciso aveva sempre dormito il bimbo Valerio. Per nove mesi la Laura ha pregato di riuscire a partorire mentre Valerio dormiva o era all'asilo, in modo da non doverlo minimamente turbare con un trasferimento coatto dai nonni, fosse anche solo per poche ore. La Laura non finirà mai di ringraziare gli angeli custodi di Valerio per questa mano d'aiuto che le hanno dato).

Ah, giustamente la fotina d'ordinanza!


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