![]() |
|
Intanto apro un blog, poi si vedrà.
|
E le chiamano vacanzeCon la scusa che c'era da portare la Vileda all'expo canina di Rapallo, l'Allegra Famigliola si è regalata un weekend al mare. Partenza venerdì sera onde garantirsi tutte le ore di spiaggia "buone per i bimbi".Sabato mattina comunque abbiamo fatto con estrema calma e siamo arrivati al mare alle dieci passate. Spiaggia libera minuscola e affollatissima, ma per fortuna piena di coetaneucci di Valerio, in particolare un bimbo S. con cui Valerio ha giocato un bel pò. Ma non a lungo, perchè alle undici e zerozero è trillata una sorta di inudibile campanella e tutti i bambini contemporaneamente sono stati prelevati e prontamente trasferiti all'ombra. Valerio ci è rimasto un po' male e anche la Laura, che sa benissimo che trattasi della cosa giusta da fare ma pensa anche che data la giornata particolarmente ventilata, un bambino ben spalmato di crema solare possa venir via dal mare anche alle undici e cinque, undici e dieci. Ma vabè. Domenica invece la Laura e i bimbi arrivano in spiaggia prestissimo e trovano una meravigliosa sorpresa: essendo la spiaggia a forma di piccolo golfo, su cui si affaccia un palazzo abbastanza alto, c'è un sacco di meravigliosa, freschissima e gratuitissima ombra. Che oltre all'agio di spogliarsi ed incremarsi con estrema calma dà loro l'opportunità di scegliere la più strategica delle collocazioni per la loro stuoia: il più vicino possibile al mare, e nel punto dove l'ombra sparirà per ultima. Ciliegina su cotanta perfetta torta, dopo una mezzoretta arriva anche il bimbo S. che ci vede e corre felice verso Valerio. Ma viene acchiappato al volo da una risolutissima nonna che gli dice che deve andarsi a sedere dal lato opposto della spiaggia, stando ben attento a non uscire dal mezzo metro assolato. Valerio ci rimane un po' male ma la Laura ci rimane anche peggio quando, finito il rituale della svestizione e dell'incrematura del bimbo S, inizia la danza degli inviti: dai vieni a giocare là vicino alla mia nonna, no dai vieni tu qui vicino alla mia mamma, e vabè se la tua nonna non vuole che vieni tu da me vengo io da te però mi porto la mamma, chissenefrega se le toccherà stare in piedi sotto al sole con la ghiaia nelle crocs e una bimbetta in braccio mentre la tua nonna, che per inciso non dimostra cinquant'anni ed ha un fisico scattantissimo, non fa nemmeno lo sforzo di togliere un decimetro di borsa dallo scoglio per far appoggiare le terga alla povera Laura che guarda con nostalgia la sua meravigliosa e freschissima stuoia abbandonata. Fortunatamente dove non arriva la sensibilità della nonna del piccolo S. arriva la bontà dell'Universo, perchè nel frattempo il sole gira e la linea dell'ombra si avvicina progressivamente alla stuoia della Laura che finalmente può sedersi e appoggiare la Clara e non solo: siccome è una persona beneducata le viene spontaneo offrire un tocchetto di stuoia anche alla nonna di S. che però gentilmente rifiuta e rimane seduta in terra due metri in là. Ah, vi ho detto che questa scena si svolge nella temperatissima città di Rapallo, in una domenica mattina di fine Giugno con una trentina di gradi di temperatura al suolo? Beh ad un certo punto la nonna di S. indica la linea dell'ombra ai due bimbetti che stanno saltellando allegri sulla battigia ed intima: Venite a giocare di qua che prendete freddo.
E mentre la Laura spera che non si noti troppo la sua faccia da "complimenti, lei è appena finita sul mio blog", e mentre l'ombra scompare del tutto e la nonna di S. potrebbe quindi iniziare a rilassarsi, scattano le undici e zerozero e Adesso S.saluta l'amichetto che dobbiamo andare a casa che il sole scotta.
|